50 Best Discovery 2026 ben piazzati da Milano al Conero

Sale l’attesa per la nuova World 50 Best, che negli ultimi anni ha smesso di essere un appuntamento londinese per trasformarsi in un rito itinerante, celebrato in ogni angolo del mondo. Stavolta il palcoscenico dopo un anno e mezzo sarà Abu Dhabi, dove a novembre verranno svelate le nuove posizioni dei ristoranti. Nel frattempo, però, circolano già i nomi che compongono l’universo Fifty Best: Bar, Hotel, Ristoranti e Cantine che orbitano attorno alle classifiche principali.

Non si parla ancora della fascia 51–100, quella dei Discovery, ma l’Italia è già ben rappresentata: 140 indirizzi complessivi, con una ventina abbondante di bar notturni, poco più di cinquanta ristoranti, quasi altrettanti hotel e oltre una dozzina di cantine. Una trentina scarsa sono già presenti nelle classifiche ufficiali, compresa La Francescana, citata ad honorem. Gli altri, più di cento, sono realtà accreditate e potenzialmente pronte a un upgrade.

Tra le curiosità spicca la presenza di un pizzaiolo: Pepe in Grani, inserito non come cantina, né come hotel, né come bar, ma come ristorante a pieno titolo. In buona compagnia di Don Alfonso, Danì, Gennaro Esposito e Piazzetta Milù. E non mancano proposte lontane dall’extralusso, come Trippa a Milano o Consorzio a Torino, che confermano la volontà della piattaforma di raccontare anche la cucina più schietta e contemporanea.

Interessante anche la scelta di segnalare Villa Feltrinelli come hotel — finora nessuno l’aveva fatto, nonostante la sua bellezza — e non come ristorante. Lo stesso vale per Piano 35 a Torino, Ceresio 7 e Moebius a Milano, presenti per la loro anima da cocktail bar. A Venezia nessun dubbio Harry’s Bar cpme ristorante.

La Romagna compare con un solo nome, Da Gorini. Le Marche rispondono con i due fuoriclasse Uliassi, Gioconda e Cedroni. L’Emilia, invece, è il regno di Bottura, che domina in due categorie: hotel, ristoranti, Gatto Verde e Francescana at Maria Luigia. Anche Firenze si difende con Giardino e Osteria Gucci, presenti in entrambe le sezioni e quindi anche Bar. Milano, come prevedibile, è ovunque — tranne che nelle cantine.

La Liguria chiude con due hotel di grande fascino: lo Splendido a Portofino e il Golfo dei Poeti alle Cinque Terre.

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Sono arrivati i Glass di Wine Spectator ai Risotoranti

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Ogni anno, accanto alla celebre selezione dei vini, Wine Spectator aggiorna anche la mappa dei ristoranti e dei bar che custodiscono cantine di pregio, carte curate e un servizio del vino all’altezza delle grandi tavole internazionali. È un osservatorio privilegiato, che spesso coincide con le città più turistiche, dove però – come si sa – non sempre il viaggio vale solo per il cibo. Il vino, in questi casi, diventa la vera destinazione.

Sul tratto che da Milano scende verso Ancona, a primeggiare con il Grand Award è ancora una volta Cracco, sempre più legato alla Romagna, che dal 2019 mantiene saldi i suoi 3 Glass. Nel capoluogo lombardo resistono anche Langosteria e Seta, il due stelle Michelin, entrambi con 2 Glass dal 2020.

Scendendo verso la costa, al confine tra Romagna e Marche, brilla la conferma del Best of Award of Excellence a Dalla Gioconda di Gabicce Monte, che dal 2023 divideva il riconoscimento con Zelo di Milano. L’edizione 2024 ha portato nuove entrate: in Emilia è arrivato l’altro locale dei Bizzarri, l’Osteria del Viandante a Rubiera;

in Romagna, questa volta piena, si è aggiunto il Ristorante del Lago ad Acquapartita, nell’Alto Savio.

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I Ristoranti del Vino by Wine Spectator

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3 Glass
Grand Award

dal 2019
Ristorante Cracco Milano

2 Glass
Best of Award of Excellence

dal 2020
Langosteria Milano
Seta Milan

dal 2023
Dalla Gioconda Gabicce Monte (Ps)
Zelo Milano

dal 2024
Affinatore Milano
Osteria del Viandante Rubiera (Re)
Ristorante Del Lago Bagno di Romagna (Fc)

dal 2025
Tuya Milano

dal 2026
Al Baretto Sant’Ambrogio Milano

Glass
Award of Excellence

dal 2013
Barbacoa Churrascaria Milano

dal 2022
STK Milano

dal 2026
Dulcisinfundo San Gimignano (Si)
San Baylon Roma

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Il Sangiovese sul podio dei vini più desiderati al Mondo

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C’è anche un po’ di Sangiovese tra le uve dei dieci vini più cercati al mondo sul web, secondo la Top Ten 2026 stilata da Wine‑Searcher, l’oracolo digitale dell’e‑commerce enoico globale. E, per rassicurare i produttori del vitigno simbolo d’Italia, va detto subito che non si tratta dei soliti Chianti, Montalcino o Montepulciano: la sorpresa arriva proprio da chi ha scelto di uscire dai binari dei Consorzi. Insomma, anche la Romagna potrebbe farcela, se decidesse di ribellarsi con i suoi IGT “Superubicon”, figli di una libertà che altrove ha già fatto scuola.

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Anteprima Vinitaly con Wine Spectator, noi non ci saremo

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Non ci sono aziende della via Emilia – da Ancona a Milano – alla preapertura di Vinitaly 2026 con Wine Spectator. E allora, verrebbe da dire, non ci resta che versarci tre bicchieri e berli noi, per capire cosa sta succedendo davvero.

Sembra infatti che non ci siano emiliano-romagnoli, pavesi e a quanto pare solo Umani Ronchi dai Castelli di Jesi, presenti sul mercato americano o tra le aziende selezionate per OperaWine, l’evento inaugurale di sabato 11 aprile alla Gran Guardia di Verona.

In Romagna, quest’anno, i Tre Bicchieri parlano soprattutto di Albana: da Brisighella, nel ravennate, ai Colli Imolesi in provincia di Bologna, fino ai Sangiovesi di Bertinoro, Modigliana e Predappio nel forlivese. Per Celli e Gallegati è la prima volta che viene premiato un vino diverso da quelli già riconosciuti nelle annate precedenti: I Croppi per il bianco, Corallo per il rosso. Chiara Condello, Noelia Ricci, Villa Papiano e Monticino Rosso confermano invece le nuove annate, consolidando un percorso ormai stabile.

Mauro Sirri, di Celli, è particolarmente soddisfatto: quest’anno è stata considerata anche la linea Bron & Ruseval, la più alta dell’intera produzione. Un progetto nato nel secolo scorso, ispirato all’idea di creare un “Super Rubicon” romagnolo, utilizzando vitigni internazionali. All’inizio si trattava di Cabernet Sauvignon per il rosso e Chardonnay per il bianco; col tempo si è aggiunto anche un blend con il 40% di Sangiovese, oltre al 100% premiato quest’anno. La novità delle ultime ore in casa Celli è proprio un’Albana Bron & Ruseval, frutto di un progetto iniziato nel 2017: un centinaio di Magnum e oltre duemila bottiglie da 0,75, destinate a un pubblico già abituato a investire in etichette di alto profilo.

Il forlivese domina con quattro rossi, e Predappio, grazie ai suoi Wine Relais, fa addirittura il bis rispetto a Modigliana e Bertinoro. Il resto dei riconoscimenti parla in chiaro, con l’Albana che continua a imporsi grazie a etichette come Codronchio e Corallo Bianco.

Tornando all’assenza — quest’anno davvero clamorosa — dell’Emilia‑Romagna e dell’Oltrepò Pavese a OperaWine by Wine Spectator, l’evento che tradizionalmente apre il Vinitaly 2026, vale la pena ripercorrere la storia della presenza regionale in questa selezione.

Alla prima edizione del 2012 figurava una sola azienda romagnola: Drei Donà, realtà forlivese confermata fino al 2016. Nel 2017 lo scenario cambia: entrano La Stoppa, nei Colli Piacentini, e Tenuta Pederzana, nel mondo del Lambrusco, mantenendo comunque viva la rappresentanza regionale. Negli anni immediatamente precedenti — 2015 e 2016 — erano invece presenti Lini 910 di Correggio e Medici Ermete & Figli, entrambi con i loro spumanti.

Il 2018 segna il ritorno di Drei Donà, che si affianca ai Lambruschi già selezionati l’anno precedente. Nel 2019 restano in scena solo gli emiliani, con l’aggiunta di Cleto Chiarli & Figli.

Il 2021 è l’ultima annata davvero significativa per la Romagna: oltre a Drei Donà e Lini, compaiono Tenuta Pederzana, Fattoria Zerbina nel faentino e Ronchi di Castelluccio a Modigliana, nel Forlivese. È, di fatto, l’edizione con la presenza più ampia e articolata tra Forlì e Faenza.

Dal 2022 in poi, però, il silenzio: nessuna azienda romagnola è più stata selezionata.

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Enoturismo di Lusso in Romagna? Predappio

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Predappio Top a livello nazionale con i suoi vini ma anche con i suoi Ristoranti e Wine Relais. Ecco i primi che dall’altro lato dell’Appennino, come in Toscana, stanno cavalcando la scena dell’enoturismo con risultati concreti nelle guide ma anche considerazione da altre Regioni. La conferma arriva dall’Espresso 2026 pubblicata da poco anche online, un nuovo Cappello sarebbe andato al recente progetto di “Bistrot DiVino” presso Borgo Condè in quel di Fiumana. L’unica nuova entrata in Provincia fra i 300 Consigliati italiani. La notizia è stata appena festeggiata in occasione del sessantesimo compleanno di Fabio Giacomini (fact totum), fuori Porta, dove era riunito buona parte dello staff dell’intero Resort compresa Chiara Condello, vigneronne del vino Le Lucciole, un Sangiovese in purezza già noto 3 Bicchieri. Buona la torta preparata dalla Pasticciera dell’Osteria, l’altro ristorante della tenuta, Pan di Spagna e Chantilly. La prossima settimana riaprirà il ristorante appena premiato, che oltre a coccolare gli alloggiati è aperto anche agli esterni, questo dopo la pausa invernale.

Sempre al femminile dall’altra parte della provinciale del Rabbi, il fiume che nasce in Toscana ma sfocia in Romagna, Noelia Ricci produce un altro 3 Bicchieri non proprio di nicchia. Anche qui l’offerta dei Casali sta aumentando andando ad aggiungersi alla Villa dalle 100 finestre nota come Pandolfa e appartenuta ai Marchesi Albicini. Emozionante fare un giro fra i vigneti con la 4×4 o trattore, in attesa di altre novità. 
Completa il tutto a Rocca delle Caminate l’Osteria Bartonga con la nuova entrata direttamente con 2 Gamberi 2026 per l’ex vigneron Roberto Celli.  

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Ecco i Gentleman del Vino 2026 targati FC

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La Romagna trionfa nelle Guide 2026 dedicate ai vini rossi: inaspettatamente, due aziende superano in visibilità alcuni produttori della Toscana, arrivando a mettersi alla pari dei Marchesi Antinori. Questo è il risultato ottenuto sulle nove più importanti “Bibles” del vino in Italia, che poi diventano sei sia per Fattoria Nicolucci di Predappio sia per Villa Papiano di Modigliana, superando tutti anche lungo il resto della Via Emilia e facendo tabula rasa attorno.

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