Guida ai Beach Club d’Italia 2026 sull’Acqua
Continuano a sventolare, solidi e riconoscibili, gli unici due Ombrelloni della provincia di Forlì‑Cesena: anche quest’anno restano saldamente nelle mani del Marè di Cesenatico. La recensione della guida sottolinea la chiusura del locale milanese del patron Luca Zaccheroni e ricorda la posizione suggestiva sul Porto Canale, nella sua parte meno “leonardesca”, dove oggi convivono anche realtà come Quintoquarto.
La struttura conta 200 postazioni, sei gazebo di fascia alta e un’ampia zona dedicata ai soli lettini, senza ombrellone. Nelle prime due file sono inclusi anche i materassini, dettaglio che racconta bene il livello del servizio. Ma è il Ristorante il vero fiore all’occhiello: presenza stabile nelle guide specializzate e, soprattutto, un unicum nel breve tratto di costa cesenate da Zadina a San Mauro, dove – fatta eccezione per il Bagno Elio, con la gestione separata dell’Onda Blu – non si trovano proposte di pari livello in spiaggia sulla Michelin. Anche nel ravennate, tolto il Salsedine di Lido di Savio, il panorama resta scarno.
Il riminese, invece, si consola con l’unico premio assegnato all’Emilia‑Romagna durante la presentazione della Guida ai Beach Club d’Italia 2026: il Best Quality & Sustainability, conquistato da Alta Marea di Cattolica. Un caso interessante, perché rappresenta l’unico esempio pre‑Bolkenstein della regione, simile a quanto accade in Veneto: undici operatori balneari riuniti dal 2002 sotto un’unica gestione coordinata.
I plus non mancano: piscina con acqua salata e riscaldata a ingresso libero, mini‑piscine idromassaggio, una palestra Technogym (di produzione cesenate), area attrezzata per i cani e ben tre ristoranti. Di particolare impatto il roof del Coloniale, mentre la simpatia del patron – che ricorda da vicino Paolo Cevoli – aggiunge un tocco di familiarità romagnola.
Tornando a Cesenatico, una nota utile: gli animali non sono ammessi in spiaggia, ma possono accedere al ristorante.
