Il Gambero Rosso rivoluziona la Guida ai Bar

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Ops, cadono le Tazzine.
È il primo pensiero che viene sfogliando la nuova Guida ai Bar d’Italia 2027 del Gambero Rosso, soprattutto se si guarda alla Romagna. La sensazione è chiara: dove prima brillavano i Chicchi, ora il sistema di valutazione si è assestato sulle sole Tazzine, e il cambio di metrica ha ridisegnato la geografia dei Bar Caffè di qualità.

A Castrocaro Terme arriva subito una doccia fredda: una Tazzina in meno.
A Cattolica tutto fermo, tre Tazzine e stop, perché i Chicchi non vengono più assegnati.
A Cervia, invece, Officine del Sale scende a due Tazzine.

La mappa continua a cambiare:

A Cesena esce Le Vie del Caffè.
A Faenza, Sebastiano Caridi perde una delle tre Tazzine, e lo stesso accade a Frankie, che da due scivola a una.
Va meglio a Forlì, dove il campione mondiale dei tostatori Rubens Gardelli, forte dei suoi 3 Chicchi, passa ora a due Tazzine, migliorando rispetto alla singola che aveva.
A Rimini, Caffè Ducale replica lo stesso movimento.
Lugo sparisce come località.
A Morciano si perde una Tazzina su due.
A Ravenna escono Caffè Letterario, La Schiccia e Darsena Caffè scende a una Tazzina, idem Al Duomo.

Il quadro si fa più vivace nel riminese:

Caffè Pascucci Shop conquista la seconda Tazzina.
Rinaldini scende a due.
Esce Primo Miglio.

Arrivano due novità: Manì, premiato come novità dell’anno nazionale con due Tazzine, e Meraki Pasticceria in via Covignano a la Maison Blu.

Riccione un ex 3Chicchi 3Tazzine dal 2014 al 2019 ora si stabilizza con 2Tazzine e 2Pani, è il caso di Lievita dei fratelli Battazza.

A Santarcangelo si sale a due Tazzine da Nino Conti, confermando una tendenza ormai evidente: il Gambero Rosso ha sommato Chicchi e Tazzine e diviso per due, premiando chi eccelleva in entrambe le dimensioni e penalizzando chi aveva un caffè più debole. Chi arrancava sul fronte della qualità è stato declassato o escluso.

Chiude il quadro un’altra novità, direttamente con due Tazzine: Il Cucinino, ad Acerboli, antico nome della località che ha dato i natali a Tonino Guerra e Raffaello Baldini.

Nella provincia di Bologna la mappa dei bar cambia improvvisamente volto. La nuova Guida ai Bar d’Italia 2027 registra un’impennata di riconoscimenti: Allegra e Forno Brisa uniti nel corwfunding conquistano le Tre Tazzine, un risultato che conferma la solidità dei loro precedenti Tre Chicchi, ora inglobati nel nuovo sistema di valutazione, “nascosti” e ben macinati dentro le tazze.

Per Forno Brisa il capitolo non si chiude qui: sono arrivati da tempo anche i Tre Macinini per lo specialty Jikawa Papua Nuova Guinea, monorigine in filtro, e le Tre Rotelle dedicate alle pizze al taglio, già ottenute/i prima di questo nuovo traguardo. È un momento di slancio per Bologna, che vede finalmente il massimo riconoscimento anche nel cuore della città, dove finora i soli detentori erano oltre la tangenziale: Gino Fabbri e Gabriele Spinelli a Pianoro.

La crescita non si ferma. Aroma, forte dei suoi tre ex Chicchi, sale a Due Tazzine, così come Terzi e Melée Café, che di Chicchi ne aveva due.
Tra le new entry, Mood24 con gestione cinese debutta direttamente con Due Tazzine, seguito da Corner Bar.
In discesa invece Ristò Pallotti, che scende a Una Tazzina, insieme a Naama.
Nuovi ingressi a Una Tazzina anche per Casa Nia col brunch tutti i giorni e che la domenica viene narrato, Amali, Doppio Civico e Vecchia Dogana.

La lista degli esclusi è lunga e segna un vero cambio di passo: escono La Borbonica, BURO Café, Sebastiano Caridi, D’Azeglio, Emporio Armani, Il Forno di un Chicco, Gamberini, Lampadina, Mister Coffee Bistrò, Sartoria Gastronomica, Velluto e Zanarini, quest’ultimo in fase di cambio gestione, nel 2027 da Antonazzi si passa a Vecchia Malga.

La provincia continua a muoversi.
A Imola spunta una novità significativa: Bar Brutto entra direttamente con Due Tazzine, mentre Antico Bar Fiat ottiene Una Tazzina. Caffè Bologna perde una Tazzina.

A San Pietro in Casale, Palladino Café retrocede a Una Tazzina.
A Ferrara tutto resta stabile, salvo l’uscita dell’Emporio della Piazza e il declassamento di Frignani, ora a Una Tazzina.
A Cento, La Farmacia scende anch’essa a Una Tazzina.

In Emilia la nuova Guida ai Bar d’Italia 2027 ridisegna una geografia che, tra cadute eccellenti e poche conferme, racconta un territorio in piena trasformazione.
A Modena, un tempo città simbolo con Tre Tazzine e Tre Chicchi, la situazione è radicalmente cambiata: l’unico locale che poteva ambire a risalire, Mon Café, scende a Due Tazzine. Anche Cathedrali perde terreno e resta con Una Tazzina. La selezione si assottiglia ulteriormente con l’uscita di Maison Livre, Caffè dell’Orologio e Caffetteria Giusti.

In provincia, il movimento è più articolato.

A Carpi, Farina del tuo Sacco sale a Due Tazzine, mentre B.Officina retrocede a Una.
Scompare Campogalliano con l’uscita de La Golosa.
A Mirandola, Busuoli conserva le sue Due Tazzine, mentre a Vignola la guida perde Café Terzi e Tola Dolza ripiega a Una Tazzina.

Il quadro si fa ancora più netto a Reggio Emilia, dove in città non compare alcun bar nella guida 2027: è sparito anche l’unico presente l’anno scorso, Drip Coffee Lab.

La provincia, invece, si arricchisce di nuove presenze:

Boretto entra con Una Tazzina alla Pasticceria Emy,
Castelnovo ne’ Monti con Pastry Pop, anch’essa premiata con Una Tazzina,
Correggio con Spiriti Allegri,
mentre Novellara conferma le sue storiche Tre Tazzine del Bar Roma, celebre anche per i Tre Chicchi mantenuti per oltre dieci anni.
A Parma la selezione si assottiglia: Anima esce dalla guida e Dolceamaro scende a Una Tazzina.

In provincia tutto resta stabile, sia a Sorbolo sia a San Secondo Parmense, dove la Nuova Pasticceria Lady continua a regnare incontrastata con le sue Tre Tazzine da oltre un decennio.

Chiude il quadro una nota significativa: nella provincia di Piacenza non risultano bar presenti nella guida 2027, un’assenza che pesa e che evidenzia un territorio ancora in cerca di riferimenti solidi secondo i criteri del Gambero Rosso.

Milano accoglie una sola novità tra le tre Tazzine: Pan, che porta un angolo di Giappone in città e porta a cinque gli indirizzi meneghini premiati con il massimo riconoscimento, insieme a Cafezal, Loste Café, L’Île Douce e Pavé.

Tra le due Tazzine fa il suo ingresso Rito, affiancato da Fatum Café e Via Stampa, novità 2027.

Diversi nomi storici, invece, arretrano a causa del nuovo sistema. Cova scende da tre Tazzine e due Chicchi a sole due Tazzine, lo stesso destino che tocca a Clivati, Savini 1867, illy Caffè (entrambi), Iginio Massari, Cracco Caffè — che perde l’unico Chicco —, Marlà (Premio Pasticcere Emergente 2020), Gattullo e Faak.

Orsonero Coffee retrocede a due Tazzine, mentre Marchesi 1824 mantiene il doppio riconoscimento ma perde i tre Chicchi, segnando una delle variazioni più significative dell’edizione.

Tra le una Tazzina, One – Bread Lab scende di categoria, raggiungendo Rizzo – Come a Casa, Cléa Pasticceria Culinaria, Bar Luce, Risplendent, Giacomo Caffè Letterario, Moriondo, Scaringi, Viscontea, Montalcino Caffè, Sissi e Sant Ambroeus.

Le new entry 2027 con una Tazzina sono Naëve, Signor Lievito, La Bruna, Fioraio Bianchi, Luceferma, Lùbar e Atelier Prato, che arricchiscono la mappa cittadina con nuove identità e stili differenti.

Escono invece dalla selezione 10 Corso Como Café, Baunilla, Biancolatte, BIOCH, Casamarrò, Giovanni Cova & C., Caffetteria Leonardo, Maré, Martesana, Nudo Artisan Coffee, Caffè Pascucci, Peinci Bakery, Rinaldini, Romanengo 1780, Sugar, Taveggia, Tutto Bene, Grazie e Torrefazione Vercelli.

Nella provincia di Milano il quadro si muove, ma con un punto fermo: la pasticceria continua a regnare forte grazie alle sue tre Torte, mentre sul fronte dei bar si registra un arretramento. Besuschio, storico riferimento di Abbiategrasso, scende infatti a due Tazzine, penalizzato dall’unico Chicco che deteneva.

Resta invece stabile La Bottega del Pane a Senago, che conferma le sue due Tazzine senza variazioni.
A Lodi la situazione è più movimentata: Masseroni retrocede a una Tazzina, complice il fatto che aveva soltanto un Chicco.

A Cremona, invece, tutto immutato: la Torrefazione Vittoria conserva le tre Tazzine conquistate per la prima volta lo scorso anno, insieme ai tre Chicchi, confermandosi una delle realtà più solide della guida.

A Crema si mantiene la doppia Tazzina per 16.99, che aveva due Chicchi, mentre Dalé Arte Dolce e Salata scende a una sola Tazzina, nonostante anche qui fossero presenti due Chicchi: un segnale chiaro del nuovo equilibrio imposto dalla guida.

La provincia di Pavia concentra tutto nel capoluogo, dove gli indirizzi presenti ottengono una Tazzina a testa: Vigoni, Fratellino, Dolce e Il Voltino – Caffetteria Sperimentale, questi ultimi indicati come nuove entrate.

Scompaiono invece dalla selezione Pasticceria Demetrio e Caffè Janko, una uscita particolarmente significativa considerando che quest’ultimo vantava tre Chicchi.

Nelle Marche la nuova Guida ai Bar d’Italia 2027 disegna un panorama che, tra conferme e piccoli scossoni, racconta una regione in equilibrio.
In provincia di Pesaro e Urbino tutto resta immobile, salvo una lieve flessione: Alberini by Santini scende a Una Tazzina, mentre El Cid e Palas Café escono dalla guida. Una stabilità che non sorprende, ma che evidenzia un territorio in attesa di nuovi protagonisti.

Va meglio a Fano, dove il movimento è più vivace: Caffè Centrale retrocede a Due Tazzine, mentre Curcuma entra per la prima volta con Una Tazzina, segnando una piccola ma significativa novità.

Il quadro cambia radicalmente ad Ancona, che il Gambero Rosso continua a considerare una città poco brillante sul fronte dei bar. Qui resta un solo locale in guida: Giuliani, che scende a Una Tazzina. Alla Tazza d’Oro esce, lasciando il capoluogo con una presenza minima e un segnale chiaro: la qualità, almeno secondo la guida, fatica a emergere.

La provincia, invece, si muove.
A Senigallia arriva una novità importante: Ser Caramello conquista Due Tazzine, mentre Pandefrà scende a Due Tazzine ma conferma i suoi Tre Pani, e Saffi Caffè retrocede a Una Tazzina.

A Jesi, solo Bardi scende a Una Tazzina.
Si aggiunge una nuova località: Fabriano, che entra in guida grazie a Luce Bar, premiato con Una Tazzina.
Un’altra new entry geografica è Ostra, dove Golosamente ottiene Una Tazzina.

Il resto del territorio resta stabile, compresa la storica eccellenza di Loreto, che conferma le sue Tre Tazzine — già Tre Chicchi — da oltre dieci anni, un primato che continua a distinguere la città nel panorama regionale.

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Ecco i 35 Best che ci riguardano fra i Discovery

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Bar
Camparino in Galleria50 Best Bar Milano Historic home of Campari
Moebius Milano50 Best Bar Culinary cocktails and experimental cuisine
Rita50 Best Bar Milan meets American bar
1930 Milano Highly secretive speakeasy
Backdoor 43 Milano World’s smallest bar
Carico Milano Casual yet cutting-edge

Ceresio 7 Milano Elegant pool-side drinking
Nik’s & Co. Milano Fanciful cocktail world tour
Nottingham Forest Milano Travel-themed mixology
Officina Milano Quirky cocktail lounge
The Doping Club Milano Inimitable eclectic style
Aguardiente Marina di Ravenna Encyclopaedic rum collection

Restaurant
Osteria Francescana50 Best Modena Reconstructing Italian classics
Uliassi50 Best Senigallia (An) Stylish waterfront seafood

Al Gatto Verde Modena Sustainable Emilian countryside gastronomy
Bentoteca Milano Wine-centric izakaya
Contraste Milano Sassy stylish and experimental
Cracco Milano Decadent modern Milanese dining
D’O Cornaredo (Mi) Egalitarian imaginative and funky
DaGorini San Piero in Bagno (Fc) Relaxed rural refinement
Dalla Gioconda Gabicce Monte (Pu) Picturesque modern Italian
Enrico Bartolini Milano Masterful Milanese experience
Francescana at Maria Luigia Modena Bottura’s country bolthole
Il Luogo di Aimo e Nadia Milano Sun-ripened Italian classicism
Joia Milano Plant-based indulgence
La Madonnina del Pescatore Senigallia Impressive innovative indulgence
Langosteria Milano Vibrant seafood sensation
Ristorante Ratanà Milano Fashion-forward Milanese cuisine
Seta Milano Charming contemporary classics
Trattoria Trippa Milano Exciting regional cooking

Hotel
Bulgari Milano An Italian jewel
Four Seasons Hotel Milano Worship-worthy hospitality
Mandarin Oriental Milano Finesse in Italy’s fashion capital
Portrait Milano Italian heritage with contemporary style
Casa Maria Luigia Modena For creative, gourmet-loving minds

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50 Best Discovery 2026 ben piazzati da Milano al Conero

Sale l’attesa per la nuova World 50 Best, che negli ultimi anni ha smesso di essere un appuntamento londinese per trasformarsi in un rito itinerante, celebrato in ogni angolo del mondo. Stavolta il palcoscenico dopo un anno e mezzo sarà Abu Dhabi, dove a novembre verranno svelate le nuove posizioni dei ristoranti. Nel frattempo, però, circolano già i nomi che compongono l’universo Fifty Best: Bar, Hotel, Ristoranti e Cantine che orbitano attorno alle classifiche principali.

Non si parla ancora della fascia 51–100, quella dei Discovery, ma l’Italia è già ben rappresentata: 140 indirizzi complessivi, con una ventina abbondante di bar notturni, poco più di cinquanta ristoranti, quasi altrettanti hotel e oltre una dozzina di cantine. Una trentina scarsa sono già presenti nelle classifiche ufficiali, compresa La Francescana, citata ad honorem. Gli altri, più di cento, sono realtà accreditate e potenzialmente pronte a un upgrade.

Tra le curiosità spicca la presenza di un pizzaiolo: Pepe in Grani, inserito non come cantina, né come hotel, né come bar, ma come ristorante a pieno titolo. In buona compagnia di Don Alfonso, Danì, Gennaro Esposito e Piazzetta Milù. E non mancano proposte lontane dall’extralusso, come Trippa a Milano o Consorzio a Torino, che confermano la volontà della piattaforma di raccontare anche la cucina più schietta e contemporanea.

Interessante anche la scelta di segnalare Villa Feltrinelli come hotel — finora nessuno l’aveva fatto, nonostante la sua bellezza — e non come ristorante. Lo stesso vale per Piano 35 a Torino, Ceresio 7 e Moebius a Milano, presenti per la loro anima da cocktail bar. A Venezia nessun dubbio Harry’s Bar cpme ristorante.

La Romagna compare con due nomi, Da Gorini e Aguardiente come Bartender a Marina di Ravenna, nonostante il monopolio delle City. Le Marche rispondono con i due fuoriclasse Uliassi, Gioconda e Cedroni. L’Emilia, invece, è il regno di Bottura, che domina in due categorie: hotel, ristoranti, Gatto Verde e Francescana at Maria Luigia. Anche Firenze si difende con Giardino e Osteria Gucci, presenti in entrambe le sezioni e quindi anche Bar. Milano, come prevedibile, è ovunque — tranne che nelle cantine.

La Liguria chiude con due hotel di grande fascino: lo Splendido a Portofino e il Golfo dei Poeti alle Cinque Terre.

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