La pizza all’Antica, senza dubbio Verace Napoletana, è la classica “a ruota di carro”: più grande della tradizionale napoletana, raggiunge almeno i 35 centimetri. Essendo pizze artigianali, non sono perfettamente tonde e devono debordare dal piatto. Questa ampiezza fa sì che il bordo si abbassi, rimanendo morbido e piacevole, pur con un impasto assottigliato. Si consiglia di tagliarla o strapparla a spicchi, evitando il cosiddetto “panino” quando la si porta alla bocca. A questo proposito è celebre la foto di Julia Roberts che la gusta a Napoli nella location “autentica”, immagine resa famosa dal film Mangia Prega Ama e spesso esposta nei locali Da Michele nel mondo.
Un consiglio ai pizzaioli: questa pizza va proposta solo in questa modalità, per ottenere lo stesso successo della famiglia Condurro. Non va affiancata ad altre tipologie: avvertiti.
Passando alle catene presenti in Italia, la Romagna regge bene il confronto e rimane sul podio. Sommando gli Spicchi o le Rotelle ottenuti in Italia dalle Case Madri di alcune delle 50 catene mondiali – che, nonostante i nomi italianissimi, non sempre operano nel Bel Paese – si assiste a un ribaltamento della classifica lungo la Via Emilia. Al primo posto troviamo i tre spicchi di Berberè (8), con prima sede a Castel Maggiore, Bologna. Anche a Rimini è arrivata da poco la pizzeria dei fratelli Aloe, calabresi trapiantati a Bologna, dove hanno studiato. La loro è una pizza verace napoletana, morbida, con parti croccanti tipiche del forno a legna – obbligatorio a questi livelli – e un cornicione alto, sempre più contemporaneo.
Da Michele (1) scende così al secondo posto, avendo ottenuto un solo Spicchio abbondante in patria. In terza posizione troviamo Eataly (11), non più presente a Forlì ma molto attiva a Bologna.
E, parlando di Pizza Napoletana, va ricordato che proprio a Forum Livii, nel 1992, Alfonso Lepore e il socio Mauro Asirelli portarono a Porta San Pietro questa tipologia. Oggi, dopo la recente scomparsa di Fofò, al suo posto è arrivato Due Sud, aperto da poche settimane. Questa pizza è stata segnalata anche dalla Guida alla Cucina d’Autore dopo la chiusura di Farinetti in piazza Saffi con la Marì.
Tornando alla città di Fellini, Rimini si conferma una delle metropoli dove queste catene hanno una sede: Fra Diavolo (22), Pizzium (34), Rossopomodoro (35), Fratelli La Bufala (36), tutte presenti nella classifica mondiale. Il podio è quindi definito. Va sottolineato che questi locali in franchising aprono a pranzo e cena, sfatando il mito della pizza solo serale. Da Michele, inoltre, propone esclusivamente Margherita, Marinara o la Marita 50/50, oltre ad antipasti e poche altre varianti adattate alla sede. Fanno eccezione gli hotel di lusso, che la servono solo a pranzo, come il Castello di Velona in Toscana (50 euro).
Per quanto riguarda le migliori pizzerie singole “romagnuole” (escluse le catene), la cosiddetta Pizz of the Pizz, sommando punteggi di Guida e Classifica, sarebbe O’ Fiore Mio a Faenza, che però rimarrebbe dietro a Berberè e altre catene. Faenza si colloca al quarto posto, a pari merito con Reggio Emilia (Piccola Piedigrotta). Al quinto posto troviamo Pesaro con Farina, al sesto Me a Ferrara, tutte con i fatidici tre Spicchi.
Si passa poi all’anticamera: La Bufala a Maranello – che avrebbe appena chiuso – e Storie Dipinte a San Lazzaro (Bo), entrambe al settimo posto. Ottavo Cavò Lievitati e Distillati a Senigallia, nono La Smorfia a Nonantola, decimo a pari merito Forno Mollica a Sasso Marconi (Bo) e Cortile in Centro a Rimini, presenti in Guida ma non nella Classifica.
Unica pizzeria d’asporto in Romagna presente in Guida, ma non nei 50 Top Pizza di categoria, è Da Neo a Gambettola, con la famiglia attiva anche a Cesena.
