La Romagna dei Bib Gourmand Michelin longevi

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L’Emilia-Romagna continua a essere la terra con il maggior numero di Bib Gourmand italiani: oggi sono 34, un primato che resiste nonostante, nell’ultima edizione della Rossa, la sola novità sia stata Brisla a Parma. Il Bib, vale la pena ricordarlo, non va confuso con la Chiocciola di Slow Food delle Osterie d’Italia: due mondi paralleli che solo pochi eletti riescono a far coincidere. A unirli, però, c’è un principio fondamentale: il prezzo. Tre piatti scelti dal menù – o un’unica proposta che li comprenda – devono rientrare nel tetto dei 40 euro.

In Romagna, l’epicentro del Gourmand resta Longiano, un piccolo scrigno collinare che da anni custodisce alcune delle migliori tavole del territorio. Qui il pesce, sorprendentemente, vince in collina più che al mare e anche in fatto di stelle siamo addirittura a due. Nel 1988, quando Magnolia e Terre Alte non erano ancora nate, il 31 dicembre apriva Dei Cantoni – Ristorante Boutique, guidato da allora dallo chef Danilo Bianchi insieme alla moglie Teresa. Nel cuore del centro storico, reso celebre anche dal Teatro Petrella, il menù racconta un’idea di cucina che guarda al vicino Adriatico ma non teme di spingersi oltre. La sequenza dei piatti parla chiaro: prima il pesce, poi il vegetale, infine la carne. Nei secondi, invece, domina la proposta carnivora, con un’unica eccezione marina. I contorni, tutti vegetali, sono trattati come vere portate.

Il pane arriva dal forno Demetra, gestito dalla figlia, ormai una piccola istituzione locale: la domenica mattina non è raro vedere una fila di appassionati alle porte del borgo sassoso. Persino le porcellane dell’acqua e le tovaglie, curate e ricercate, sono acquistabili solo durante il servizio.

Spostandosi a Faenza, un altro Bib storico è l’Enoteca La Baita, una delle pochissime Tre Bottiglie nazionali. Anche qui, nel cuore della ceramica, il pesce non manca e i contorni hanno una loro piccola carta, con opzioni proteiche e leguminose. È una gastronomia che si è fatta ristorante, con due ingressi e due sale distinte, dove i vini più richiesti per l’asporto sono gli stessi che accompagnano i piatti al tavolo.

Per trovare altri Bib bisogna lasciare la via Emilia e spingersi nell’entroterra, fino a Pianetto di Galeata, oppure tornare al mare nei due locali della famiglia Bartolini tra Cesenatico e Milano Marittima. Oppure ancora raggiungere San Pancrazio, dove La Cucoma continua a essere un riferimento nei dintorni di Godo di Russi con Specialità Pesce.

Nel riminese, dove la Chiocciola ancora manca, la Michelin segnala per il buon rapporto qualità-prezzo La Sangiovesa e Lazaroun a Santarcangelo, Osteria de Börg a Rimini, Marchesi a Novafeltria e l’ultima new entry romagnola del 2025: Osteria dell’Accademia a Montegridolfo, all’interno del Castello di Alba Ferretti.

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