Sul Podio del 2026, Bottura, Uliassi e Oldani, gli Chef migliori sulle Guide

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La lista si apre con la Stella Verde attribuita a Vite, “Circa 280 ettari di terreno ospitano coltivazioni, allevamenti, norcineria e tutte le nostre eccellenze, dal vino ai formaggi. La nostra è una una realtà sociale che attraverso la formazione e il lavoro restituisce dignità, tutti valori che cerchiamo di condividere con i nostri ospiti.” Con questa menzione la Guida Rossa ha attribuito il Green, ai tempi, col simbolo del pentafoglio, allora protagonista il precedente Chef Pontoriere. Oggi il merito è dello Chef Giuseppe Biuso, già stellato alle Eolie nell’isola di Vulcano. La’ il nuovo chef subentrato del Therasia ha appena ottenuto anche due stelle oltre alla verde. Purtoppo lo stesso non è avvenuto a San Patrignano con l’avvicendamento, speriamo che il nuovo anno smentisca tutto ciò. 

Siamo così ad Ahimè a Bologna, al numero 49, sempre con la citazione Verde e il Bib Gourmand.

Al 48 ancora il riconoscimento alla cucina durevole, nonostante il simbolo sia sparito, al Caffè la Crepa di Isola Dovarese (Cr) e contemporaneamente Bib alla buona cucina con prezzi sotto i 40 euro per almeno i classici tre piatti, entrée, plat, dessert. 

Dal 47 passiamo alle stelle rosse, con il primo tentativo di macaron a una Pizzeria, però non riuscito. Stiamo parlando dei Mazzucchelli, a Sasso Marconi, che, pur rinunciando al prestigioso titolo durante il Covid la stella ce l’hanno ancora! 

Resistono, al 46, anche i Raschi a Miramare di Rimini, in spiaggia. 

Si passa all’Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense, dagli Spigaroli e nel regno del Culatello, col n.45. 

Villa Naj, invece, da Stradella si è spostata più ad ovest, sempre nel Pavese, a Torrazza Coste, presso l’Ente Tutela vini. La troviamo al 44. Siamo certi che con lo Chef Dario Fisichella e il Sommelier romagnolo cosmopolita Luca Giuliano Salvigni, faranno progressi. 

Altro romagnolo alla 43, Enrico Croatti, già stellato a Madonna di Campiglio e in Spagna. da oltre un anno con la sua terza a Milano al Moebius, che è anche il Cocktail Bar in Italia più quotato al Mondo ai 50 Best e siamo sempre sulla Via Emilia. 

Nell’ex sede a Cesenatico di un due Stelle Michelin migrato in collina, in viale Trieste 31, al n. 42, Ancora, del duo Iacobucci-Garattoni, accoppiata riuscita, la’, dove al primo tentativo non se ne fece nulla. 

Per il 41 ci spostiamo sul mare di Codigoro, in un’oasi immersa nella natura del Delta del Po’, dove troviamo la Zanzara; qui i figli del fondatore, Elio, che non c’è più, proseguono il lavoro del padre.

Enrico Bartolini, il più stellato d’Italia, è anche al 40 con Anima, il ristorante all’interno dell’Hotel milanese della catena alberghiera di Unipol, Una, ai fornelli l’executive Michele Cobuzzi. 

Per un’altra stella verde bisogna saltare al 35, al settimo piano di un moderno edificio di piazzale Cordusio, dove si distingue Horto,  il concept firmato Norbert Niederkofler. Vi si servono breakfast, lunch e diner con vista sui tetti di Milano a 360°. Il nuovo executive è Alessandro Pinton, che ha appena mantenuto le due stelle rosso/verde. 

Anche per il Joia, l’altra stella verde milanese, tutto confermato al 27 con gli eredi di Pietro Leemann, che proseguono nel primo ristorante vegetariano stellato in Europa. 

La nuova stella Michelin 2026, al 26, invece è Da Lucio, a San Giuliano a Mare, a Rimini, nella nuova sede all’interno della Darsena. Siamo lontani dal pensare che un ristorante di pesce ottenga anche la stella verde. È successo ad Angel Leon, in Spagna, ma da Aponiente*** ha un menù vegetale con ingredienti provenienti esclusivamente dal mare.

Doppietta al 21 e al 22 con Il Piastrino e Osteria del Viandante, il primo in provincia di Rimini a Pennabilli, l’altro invece sulla Via Emilia a Rubiera (Re).

Il primo due stelle rosse è al 17, con Magnolia a Villa Margherita (che in effetti fa molto Conad), in quel di Montilgallo (Fc).

Altro 2 stelle al 14 con Verso Capitaneo. Torniamo in piazza Duomo a Milano con vista sui Chef Tables. 

Anche il Cavallino, a Maranello, è nuovo di stella, per quella verde forse dobbiamo attendere una nuova Ferrari tutta elettrica. Lo troviamo alla 13, a ridosso del San Domenico a Imola invece 12. 

Come si può notare già a pochi passi della top ten, i ristoranti con singola stella superano quelli con due. E’ il caso di Gatto Verde, presso l’Acetaia di Casa Maria Luigia, unico albergo con tre Chiavi sulla via Emilia, che si trova alla 11.  Lo stesso per Dalla Gioconda, alla 10, a Gabicce, fra Romagna e Marche. 

Il ristorante stellato più in alto in classifica, Iyo a Milano, al nero 6, in realtà non ha ottenuto anche la stella verde per primeggiare, ancora oggi resta l’unico Sushi in Italia considerato egregio da Michelin. 

Al 4 troviamo la Madonnina del Pescatore che, nonostante le due sole stelle, supera Enrico Bartolini al Mudec alla 5. Ancora più in alto il D’O di Davide Oldani, che grazie anche alla stella verde accede al podio alla 3. 

Secondo posto per Uliassi.

E al primo posto, ecco il numero uno al Mondo, quindi in Europa, quindi in Italia, a Modena, e nella Via Emilia Best: Osteria Francescana!      

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