Oggi quello stesso spirito approda a Milano Marittima, al nuovo The Club, nella Sushi House dello Sporting, il locale che introduce – uscendo dall’albergo verso il mare – l’immensa spiaggia del MarePineta Resort, cinque stelle dal respiro internazionale. La proposta serale si inserisce nel mosaico di servizi richiesti dagli standard del lusso contemporaneo, completando un’offerta già ricca: le cene settimanali del Beach Club, premiato con Tre Ombrelloni nella guida dedicata, e il ristorante Half Board da trecento coperti sotto le camere e le suite dei vari alberghi riuniti.
Una nuova alternativa, dunque, che non si sovrappone agli altri outlet del gruppo e che gioca su una tavolozza ampia: dall’avocado alle alghe, dal Wagyu al salmone, passando per ombrina e tonno. Il menu è un ventaglio di possibilità che spazia dagli Starters ai Hot Dishes, dai Nigiri ai Sashimi, dai Special Nigiri a una seconda pagina interamente dedicata a Uramaki e Rolls da otto pezzi.
Il finale è affidato alla Mochi Collection, una selezione del celebre dolce giapponese gommoso, realizzato con riso mochigome e proposto in vari gusti, da due o tre pezzi: Pistacchio tostato al miele, Mango e Frutto della Passione, Tè Verde, Yuzu e Limone, Burro & Caramello.
La carta dei vini si concentra su alcune proposte al calice di bollicine – Trento Doc, Franciacorta, Champagne, fra le numerose bottiglie a scelta – mentre la Spirits Selection rende omaggio alla supremazia nipponica con Gin, Whisky e Sake del Sol Levante.
Detta così, la nuova proposta di MPR potrebbe sembrare sofisticata, quasi esclusiva. E invece, a sorprendere, sono i primi clienti che prendono posto ai tavoli: giovani e bambini, trascinando con entusiasmo gli adulti per una serata leggera, divertente, inclusiva, capace di unire mondi diversi sotto il segno di una cucina che continua a viaggiare, contaminare, reinventarsi.
Sushi 2026, solo due e tre Bacchette in Romagna
Che il Sushi sia diffusissimo e popolare fra tutte le fasce d’età da 0 a 96 non fa più notizia come del resto le bacchette, unite alle posate, oramai facciano parte della mise en place. Insomma sarà capitato anche a voi di notarle aggiunte anche nelle trattorie più tipiche italiane. C’è pure la guida di questi locali, votati perlopiù al mondo marino e fluviale. Questo per un accordo volto ad alleviare l’esubero di salmoni nei mari del nord, fra Giappone e i paesi Scandinavi, se ci trovate pure il salmone. In realtà la qualità nipponica si suddivide equamente fra carni e pesci, mettendoci anche il vegetale.
E in Romagna siamo al top anche in questo, sia che si tratti del massimo livello ma anche partendo in un certo senso dal basso, con uno dei pochissimi “Non solo Sushi” nazionali come epilogo. La new entry che ha stupito i forlivesi, che in parte già lo sapevano della qualità, è J Soul Anima Giapponese in corso Diaz, nella ex sede della Pallavolo locale dei tempi d’oro, dove ora si cucina o si assemblano Onigiri, Nigiri, Chirashi, Uramaki, Temaki, ecc. I protagonisti di questo take away con tavoli e sedie, sono un forlivese doc e la moglie sposata in Australia nata a Nagano, in pieno stile panasian, Mario Gavelli e Obinata Mie. Non mancano Sake e vini, per il gelato basta chiedere un Mochi. Il laboratorio è ricavato da una delle sale di Palazzo dalle Vacche, tutelato dalle Belle Arti, con soffitto affrescato. Adiacente un’altra sala meno dipinta ma accogliente con ampi tavoli. Aperto pranzo e cena. Altra novità, quella dei restanti Sushi e Omakase, non più solo con l’indirizzo e recensione e in alcuni casi tre bacchette. Ora dall’edizione 2026 anche i due e una bacchetta.
