Reduci da Natale e Santo Stefano, affrontiamo un’altra sezione della Via Emilia Best: le Trattorie, le Osterie, i Bistrot e i Ristoranti ancora lontani dalle Stelle Michelin.
Questa parte contiene le posizioni dalla 100 alla 51. Per i primissimi 50 bisogna attendere Capodanno 2026. La parte più difficile è sicuramente questa, forse la più appetitosa. Riguarda coloro che si ritrovano a ridosso degli stellati Michelin, i quali, sommando le stelle verdi e rosse risultano una cinquantina, i cui nomi sono particolarmente noti… presto vi diremo chi si è distinto maggiormente nell’ultimo anno.
Ora partiamo dalla numero 100 occupata dal ristorante di uno dei Beach Club più affermati nell’apposita guida, si trova a Cesenatico ed è il Marè, ormai un classico.
Le novità iniziano subito al 99 e al 98 con Essentia e Casa Serafini, tutti due a pochi km dalle città di appartenenza che sono Forlì e Imola e comunque ancora in Romagna e Sangiovese.
Al 97 lo Chef più promettente del momento, che meglio sa esaltare la Cucina Bolognese, alleggerendola un pò, come già successo a Modena, per il miglior risultato a livello internazionale. Stiamo parlando di Oltre e di Daniele Bendanti che, con il recente Coltello ricevuto agli Chef Award, sta risalendo nelle guide a partire dalla Michelin grazie anche al Ramen. Non dimentichiamoci dell’altro Coltello, assegnato sempre nel bolognese Al Cambio e quindi ai Poggi, piazzato al numero 96 troviamo Serra Sole a Trebbo di Reno, dove stanno Max ed Eta Beta.
Hosteria Giusti a Modena, al 95, si inserisce fra due vicini, bolognesi, visto che al 94 il primo Bib Gourmand è quello citato poco fa, Al Cambio, in questo caso in Zona Parco Nord, uscita Tangenziale 7 direzione Ferrara con Mat e Piero.
Una vecchia conoscenza stellata piacentina la troviamo al 93, è La Fiaschetteria, a Besenzone, e al 92 ecco il ristorante di Enrico Bartolini, che tarda a decollare a Noceto (Pr), Palazzo Utini.
Spostiamoci a Milano con Trattoria Nuovo Macello che oltre alle classiche Michelin-Espresso-Gambero ha pure la Chiocciola Slow Food alla posizione 91.
Finiamo anche nelle Marche, sempre tenendo fede alle province toccate da Via Emilia Best, e precisamente ad Urbino dove troviamo, terza novità 2016, Portanova, con lo Chef Giuseppe al 90.
Spostiamoci anche a Ferrara per la n. 89, occupata da Cucina Bacilieri, e i punteggi salgono.
Da un Ristorante meritevole di Stella Michelin, passiamo a una certezza della tipicità con Locanda del Falco a Rivergaro, nel piacentino, con la posizione 88.
Ed ecco il primo ristorante in Hotel della nostra escalation, I Carracci, del già Baglioni, in via Indipendenza a Bologna all’87.
All’86 abbiamo invece l’unico ristorante vegetariano, anche con una variante, quella vegana, in alternativa. Siamo a Modena, da Erbavoglio, aperto a cena e la domenica a pranzo.
Dalla massima contemporaneità passiamo trasversalmente a qualcosa più simile al periodo Barocco, sicuramente più adatto agli onnivori, con Sotto l’Arco, anche qui siamo in Hotel, off Bologna, cui è assegnato il numero 85.
Saltiamo ora alla posizione 77, dove troviamo “Il Ristorante” lungamente stellato che continua a deliziare tutti a Codigoro, La Capanna di Eraclio.
Alla 76 invece emerge il più stellato da sempre, ubicato a Rubiera, Arnaldo Clinica Gastronomica.
E visto che siamo in vena di grandi classici, ecco il più giovane in questo senso, Terre Alte, che ha appena ottenuto sull’Espresso 2 Cappelli, dopo la semplice presenza in Guida dell’anno passato. Siamo al 74 come posizione, e a Balignano, nei dintorni di Longiano, come luogo, dove recarsi pranzo e cena.
Per incontrare il primo tre Gamberi, bisogna salire al 68, con l’appena insignito La Grandissima a Milano. Ma ci sarebbero anche i tre Tavole, sempre novità 2026: Osteria San Biagio Fabriano (An), Franceschetta58 Modena…
Al 69 è presente un tre Gamberi che, dopo una breve pausa, ha riottenuto il massimo riconoscimento per un’Osteria/Trattoria: si trova a Senigallia, è Vino e Cibo.
Rilevato che sono tutti presenti i tre Gamberi e le tre Tavole, come non evidenziare che l’unico tre Bottiglie che interviene invece si trova alla 65: si tratta de La Baita a Faenza, insignito anche del riconoscimento della Michelin alla Cucina con il Bib Gourmand e dello Slow Food con la Chiocciola.
Arriviamo a coloro che occupano la cosiddetta anticamera alla Stella Michelin. Siamo al n.60, dove riappare lo Chef già stellato al Povero Diavolo a Torriana, ha riaperto sempre nel Borgo ma in un’altra istituzione, Pacini, ora Casa Gasperoni.
Al 59, nonostante una leggera flessione sull’Espresso, troviamo Motelombroso a Milano, sul Naviglio Pavese, che ha appena ottenuto il Premio Ristoratore dell’Anno dal Gambero Rosso 2026.
Al 58 spunta anche Forlì, con l’unica proposta in città di livello, Benso, che ha visto il ritorno del factotum locale Roberto Zondini in sala.
A Roncofreddo, sempre in Romagna, al 57 abbiamo un locale che si fregia di parecchi riconoscimenti rivolti al rapporto qualità/prezzo come il Bib e la Lumaca, è l’Osteria dei Frati.
Eccoci a un ex 2 Stelle Michelin, che rispunta nella sua Reggio Emilia, provincia che possiamo dire lo ha adottato in lungo e in largo. Siamo al Castello di Arceto, con la Famiglia D’Amato versione Osteria, o chiamala se vuoi Bistronomia. Attenzione, su prenotazione c’è il tavolo degli Amici, ed è la posizione fiftysix.
Dalla 56 alla 55, con il Ristorante che resta sempre incredibilmente in bilico fra l’alta cucina e quella tradizionale, Antica Locanda del Mirasole a San Giovanni in Persiceto (Bo), enclave bolognese in pieno Sorbara.
Prima della numero uno col cinquanta davanti, due ristoranti sicuramente papabili di stella Michelin e con punteggi superiori ai già stellati in arrivo col nuovo anno: al 54 Makorè, a Ferrara, e In Riva al 53, a Numana, all’interno di un 5 stelle. Al 52 il Tre Gamberi che ha raggiunto i migliori punteggi sulle guide, Ai Due Platani a Coloreto, poco fuori Parma.
Con la 51 ci diamo appuntamento nel nuovo anno per le prime cinquanta posizioni, rigorosamente con Stella Michelin e sulla Via Emilia, allora ci salutiamo con l’unico ristorante stellato quest’anno con il Green, il bel Relais a Rubbianino (Re): Cà Matilde.
TwentyFive Pizz of the Pizz 2026
Natale alle porte, il conto alla rovescia continua sulla Via Emilia con i top Pizzaioli, in apposita classifica Pizz of the Pizz; ci troviamo ancora oltre i primi 100 della Via Emilia Best, che verranno presto rivelati. Abbiamo affidato all’Intelligenza Artificiale le quotazioni della “Guida” e della “Classifica”, che inquadrano bene la situazione degli italiani nel proprio paese ma anche nel mondo. Il risultato vede stazionari, al primo posto, i Salernitani di Confine, in trasferta a Milano, ormai prossimi anche al numero uno mondiale.
In seconda posizione, sempre in salita coi punteggi, resta Dry a Milano, mentre al terzo posto troviamo una sorpresa d’ufficio, Berberè a Castelmaggiore (Bo), che sale sul podio grazie alla quotazione ottenuta nella “Classifica” riservata alle “catene”, dove i Fratelli Aloe possono dire di essere gli unici con tre spicchi nei primi 10 (al primo posto ritorna Da Michele, ma anche Sorbillo è ben piazzato fra questi “Artisan” nel mondo). Al terzo posto si colloca il numero uno della Pizza al Taglio, o Pizze d’asporto in viaggio, che in questo caso ha anche ottenuto le fatidiche tre Rotelle, si tratta, Ladies & Gentleman, di Davide Longoni Pane Milano, che spopola come Bonci a Roma, pari merito con Denis Pizza di Montagna Milano unico due spicchi così in alto che supera anche la casa madre ad Alano di Piave (Bl). Caso contrario invece per due Pizzerie che hanno raggiunto il punteggio di 89 nella “Guida”, quindi a ridosso del terzo Spicchio, ma non sono presenti nella Top Pizza, si tratta di Da Lioniello e Materia di cui parleremo tra poco. Torniamo lungo la Via Emilia con il quarto posto occupato da Modus a Milano, due sole sedi e vari negozi. Lo eguaglia Il Forno Brisa a Bologna anch’esso con le tre Rotelle e più locali in città. Altri ex aequo li troviamo al quinto posto con Piccola Piedigrotta a Reggio Emilia e in Romagna ‘O Fiore mio a Faenza, si aggiunge la versione Pizze di Strada a Bologna e, ancora con le due Rotelle, Forno Mollica a Sasso Marconi (Bo). Sempre a braccetto, in sesta, si piazzano Anima Romita a Crema (Cr) e Farina a Pesaro. Pari merito, in settima, si sistemano Crosta Milano e Me Ferrara pure loro in tandem. Ecco invece che la presenza sia nella “Guida” che nella “Classifica” fa sì che La Bufala a Maranello (Mo), nonostante sia in discesa a 88, resti apparentemente stazionaria e le auguriamo di “spiccare” meglio il salto a 90 prossimamente. Per ora occupa l’ottava posizione in buona compagnia, raggiunto da Storie Dipinte San Lazzaro (Bo) e Corner 58 by Roberto Conti Milano, ugualmente promovibili. Biga Pizza Contemporanea resta da sola al numero 9 nelle due sedi milanesi. Al dieci, a pari merito, si mostra la nuova entrata Saporè Pizza Milano by Renato Bosco, assieme ai “già dentro” Cavò a Senigallia (An), Chiere Piacenza, 059 Carpi (Mo), 081 Melegnano (Mi), in salita, come Giolina Milano. La Classifica Pizz of the Pizz prosegue con coloro che risultano presenti in una sola, che sia la “Guida” o la “Classifica”, dando la precedenza agli spicchi e ai nuovi per Milano Salvatore Lioniello da Succivo (Ce) e Vincenzo Marottoli dalla provincia di Potenza che si trovano, più vicini ai 3 spicchi con 89. A luglio 2026 sapremo se questi e altri avranno i requisiti anche per la Top Pizza, e quindi se potranno guadagnare terreno verso la numero uno.