Anteprima Via Emilia Best 2026, in attesa del Capodanno

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Col Sant’Ambrogio domenicale e l’Immacolata di lunedì 8 dicembre dichiariamo chiuse le uscite delle Guide ai Ristoranti, Hotels e Vini 2026 e possiamo conteggiare questo susseguirsi, partito dalle Pizzerie a settembre scorso. Via Emilia Best si accinge così a premiare coloro che hanno immagazzinato più consensi da questo tamtam. 

Distinguiamo innanzitutto le guide dalle classifiche, anche se in effetti ormai quest’ultime hanno preso il sopravvento. 

Via Emilia Best vuole essere, come La Liste in versione mondiale, un algoritmo che raccoglie i responsi delle più importanti guide (Michelin, Gambero Rosso, Espresso), ma anche articoli e via discorrendo. Lungo questa strada si potrebbero rivelare quasi mille situazioni, aggiungendo Bar, Pizzerie, Pasticcerie, ecc. Inoltre l’elenco permette di capire l’esatta quotazione di un Vino, di uno Chef o di una Cheffe e di un Hotel in una circoscritta area. 

Partendo dall’alto i primi 50 sono i locali con i cuochi stellati Michelin, mentre dal 51 al 100 troviamo l’anticamera alla prima stella con Osterie, Trattorie, Bistrot, dove il menù a la carte resta ancora obbligatorio.

Quest’anno, o meglio nel nuovo anno, non può passare inosservata una Classifica mondiale che ha dato uno, due, tre Coltelli ai soliti noti, ma ha previsto un diverso metodo di punteggio per i più blasonati della 50 Best, osando anche un podio di tutto rispetto (sempre 1,2,3) con Alchemist, Hisa Franko, Trèsind Studio. E questo tema la dice lunga sulla tendenza dell’alta ristorazione. 

Il quesito è d’obbligo: sono ancora Ristoranti? 

Uno sta a Copenhagen e l’esperienza dura 6 ore (che nei 3 stelle è sempre stato il pranzo dalle 12 alle 18, ma potrebbe essere anche di sera, come mi capitò in Svizzera dalle 17,30 alle 23,30).

L’altra si trova a Caporetto, più vicina all’Italia che al resto della Slovenia.

L’indiano invece è di stanza a Dubai con solo piatti vegani/vegetariani e rigidamente noalcol. 

Sul fronte di un solo Coltello a Bologna si sono distinti Oltre e Del Cambio, a Milano Autem, nessuno di questi stellato, ma inseriti (come nel caso di Bendanti di Oltre, immediatamente tornato con l’indirizzo sulla Michelin 2026 – che strano…). 

Potremmo parlare anche di cucina di confine?  Troviamo infatti “un’eccezione che conferma la regola” anche su “La Liste” Ristoranti, a favore di Mamesa a Burgusio in provincia di Bolzano, assente nella Michelin ma con 4 Cappelli per gli Austriaci della GaultMillau in Sud Tirol, portando così lo Chef Marc Bernhart a livello di alcuni due e tre stelle nazionali e mondiali col n.20 e 90/100. Siamo fra Svizzera, Germania, Tirol.

Concentriamoci ora sull’Italia della Via Emilia da Milano a Senigallia, sfiorando le province di Lodi, Cremona, Pavia.
Il Countdown inizia con il piatto forte, gli Hotels. 

Ecco due e una Chiave, solo milanesi, implementati quest’anno dal Four Seasons, cui sono state attribuite direttamente 2 Chiavi, e da Palazzo Parigi con una. 

Lungo la via Emilia sui 500 km da Milano ad Ancona invece non sono state date Chiavi Michelin, nè in Emilia Romagna nè nelle Marche, tranne all’unico che capeggia grazie a Tre Chiavi anche sulla City milanese con i complimenti de La Liste. Stiamo parlando di Casa Maria Luigia, ex ospizio, nato come B&B e 12 camere arredate, con pezzi da collezione. Poi questa dozzina è raddoppiata con l’acquisizione dell’adiacente antica Acetaia, dove ha anche sede il Gatto Verde Ristorante. L’atmosfera è quella dei celebri Relais & Chateaux, con ristorante 3 Stelle e clientela internazionale che cena o pranza dal Patron, Massimo Bottura, in centro alla Francescana, aggiudicandosi anche il breakfast fuori porta.. Notizia fresca: a Cesena Villa Monty Banks viene segnalato come nuovo indirizzo. Nelle Marche l’unica segnalazione è per Filodivino, il Wine Relais in zona Verdicchio.

Ora ci gustiamo anche i Bar d’Italia che hanno ottenuto i fatidici 3 Chicchi e 3 Tazzine. 

A Milano sono solamente cinque, nella vicina Cremona abbiamo la novità della Torrefazione Vittoria, in Emilia si distinguono Gino Fabbri fuori Bologna, o altre eccellenze a San Secondo vicino a Parma, a Novellara fuori Reggio e a Pianoro (dalle parti di Gianni Morandi). L’unico in Romagna è Staffoli a Cattolica, nelle Marche Picchio a Loreto. 

Per gli amanti del buon Caffè senza tanti fronzoli, attenti ai 3 Chicchi con una sola Tazzina di Gardelli a Forlì, che non dà tanto nell’occhio ma esporta a Milano da Crosta che se ne intende. Ma osserviamo bene anche Mon Cafè, a Modena, in Corso Canalchiaro, di chiara impostazione francese, con tre Tazzine che sta lavorando per il terzo Chicco, la città nel 2003 aveva visto attribuire il titolo di primo Bar dell’Anno al suo Caffè dell’Orologio.
Fra le novità occorre evidenziare Donminzoni 54 a Santarcangelo e Caffè Ducale a Rimini, che debuttano assieme con 3 Chicchi e 1 Tazzina.  

Fermiamoci un attimo nella patria del Gelato e del Sigep che ogni inizio anno riunisce gli addetti. Da qui vengono elargiti i Coni, per l’esattezza 3. C’è stata una novità nel 2025 a Bologna dove a Cremeria Santo Stefano, Cremeria Scirocco, Stefino si è aggiunto Maritozzi e Gelato di Barbara e Renato. Gelatiere (scusate il maschile) emergente è Maria Teresa di Fraia, Gelati Radicali, ad Ancona. Miglior gelato gastronomico è incoronato Teatro del Gelato Sant’Agostino (Fe).

E le Pasticcerie? Si vedono assegnato anche un punteggio in centesimi. A brillare è Abbiategrasso con Besuschio che agguanta un 94 e le Tre Torte di diritto, seguito da Gino Fabbri nella sede della Granarolo alle porte di Bologna, l’unico col Bar 3Chicchi3Tazzine sulla Via Emilia Best. 92 pari merito col bolognese è per Enst K Knam, il tedesco di stanza a Milano, già Pastry di Gualtiero Marchesi. Poi con 91 troviamo Alessandro Servida a Milano, con 90 a Rimini ecco Rinaldini. Citazione per i Pasticceri e Pasticcere (femminile d’obbligo) all’unica donna della short list, Doina Paulesco di Osteria Francescana Modena, a Cesare Murzilli (10_11) di Ten Eleven Portrait e a Marco Pinna di Seta by Antonio Guida ambedue a Milano, a Luca Abbadir di Madonnina del Pescatore e a Mattia Casabianca di Uliassi, questi ultimi in Senigallia (An).

Ma con l’arte bianca non abbiamo terminato. Un ruolo importante l’hanno anche i Panettieri, cui vanno i 3 Pani per i loro Forni. 

Premiati, come Pane e Territorio, Il Forno di San Leo (Rn) e come Bakery dell’anno Coce a Parma, entrambi si candidano a futuri Tre Pani e quindi per aggiungersi in futuro, chissà, a Nel nome del pane Cappelletti & Bongiovanni Dovadola (Fc), Milano Crosta, Davide Longoni Pane e LePolveri panificio diurno, Forno Brisa Bologna, Il forno di Calzolari Monghidoro (Bo), La Butega ad Franton Guastalla (Re) e Pandefrà Senigallia (An).

Attenzione! Si fa largo anche il Sushi con 1,2,3 Bacchette dal nuovo 2026, che premia a Cervia Uni Restaurant come Migliore Carta dei Vini, mantenendo le Tre Bacchette. Con questo titolo la novità è Azabu a Milano, che raggiunge in città pari merito i vari Iyo, Nobu, Nobuya, Osaka, Ichikawa, Shiro Poporoya, Wicky’s, Yoshinobu e Hatsune. A Bologna invece ci sono sempre Seta e YuzuYa con tre Bacchette appunto. O.ma.ca.sé Sushiteca a Milano è l’unica novità con 2 Bacchette. A Bologna c’è Sentaku Izakaya premiato come Miglior proposta di bere miscelato, ancora due Bacchette. Sempre con doppia Bacchetta a Bologna Seijo e a Rimini Hashimoto e Wabi Sabi. Bello vedere che gli Alberghi a Milano ottengono pure loro 2 Bacchette al Sachi di Palazzo Cordusio Gran Melià e a Il Vizio dell’Hotel De La Ville. Non da meno sono i Take Away o Bento che siano, Botteghe e Izakaya con fra le new entry 2026 J Soul Anima a Forlì, Gastronomia Yamamoto, Ippo Sushi Boutique, Casa Ramen Super, Emoraya Shop, e Roppongi a Milano.

E ora  è il momente dell’oro verde con le Tre, questa volta, Foglie agli oleifici meritevoli, Xylella permettendo. La Cooperativa dell’anno CAB Terra di Brisighella ottiene le tre foglie con Brisighello Dop, a pari merito troviamo Palazzo di Varignana Claterna Monocultivar Ghiacciola Bio, Oleificio Pecci Monocultivar Frantoio Morciano di Romagna (Rn), Tenuta San Giuseppe Il Centenario Monocultivar Correggiolo Saludecio (Rn), Frantoio Valsanterno Rivalta Monocultivar Nostrana di Brisighella Imola (Bo), Martinozze Olio Extravergine di Oliva Bio Pesaro, Montecappone Monocultivar Ascolana Tenera Jesi (An), L’Olivaio Spalià Monocultivar Ascolana Tenera Castellone di Suasa (An).

Sul fronte vinicolo in Emilia trionfa solo spumante, che sia Lambrusco per Modena e Reggio oppure Metodo Classico nel Piacentino, o Bellei. E il risultato? 10 bottiglie con 3 Bicchieri in Emilia, mentre 6 bottiglie invece sono in Romagna con Sangiovese e Albana. Il Sangiovese non ha bisogno di presentazioni, non lo possiamo certamente considerare autoctono, anche se il suo successo lo si deve sia alla Romagna che alla Toscana, e una piccola enclave a Torgiano, in Umbria, grazie alla denominazione dei Colli Martani (ricordiamo La Signora Lungarotti che ci ha appena lasciati).
Per l’Albana invece si parte da Bertinoro, luogo in cui Galla Placidia ai tempi assaggiandola esclamò: “vorrei-berti-in-oro”, alludendo all’allora capitale Bizantina, Ravenna, ma la produzione si estende da Savignano sul Rubicone a Castel San Pietro, lungo la Via Emilia. Ricordiamo che nel riminese e bolognese come bianco si utilizza il Grechetto gentile per Pignoletto e Rebola.
Parliamo dei premiati. Nonostante i natali nel forlivese, è l’Albana Codronchio 2023 di Fattoria Monticino Rosso 2023 ad ottenere i 3 Bicchieri in quel di Montecatone, nell’imolese, assieme ad una nuova Albana premiata per la prima volta, in versione Secco Corallo Giallo 2024 di Gallegati, azienda non nuova al riconoscimento. Le uve in quest’ultimo caso provengono da Brisighella, nonostante la sede dell’Azienda Agricola risulti nei dintorni di Faenza.
Come sopra anticipato, solo 6 vini hanno ottenuto i tre Bicchieri 2026 in Romagna e quindi 6 aziende in tutto. Le restanti quattro arrivano dalla provincia FC. I sangiovesi in modo particolare sono tutti nel forlivese, incominciando da Modigliana con Vigna i Probi Riserva 2022 di Villa Papiano, della Famiglia Bordini, famosi anche in Toscana e quindi nel mondo. A Bertinoro invece abbiamo per la prima volta coi 3 Bicchieri la Riserva Bron & Rusèval 2021 di Celli, che produce anche il premiatissimo I Croppi Albana Secca. L’en plein lo fa Predappio con Chiara Condello le Lucciole Riserva 2022 e Noelia Ricci Godenza 2023. Ed è proprio da Predappio che arriva il primo segnale di Wine Relais, con queste due realtà al femminile che, in maniera differente, da una parte il Borgo Condè e dall’altra la Pandolfa, villa appartenuta agli Albicini e cosiddetta delle “100 finestre”, stanno già attirando i wine lovers da tutto il pianeta.

La Chiocciola SloWine va invece alle Aziende scelte da Slow Food senza specificare il vino.

In Romagna sono Marta Valpiani a Castrocaro, Paolo Francesconi a Faenza, Villa Papiano a Modigliana, Fattoria Alessandro Nicolucci a Predappio Alta, Villa Venti a Roncofreddo, Vigne dei Boschi a Solarolo.
In Emilia troviamo Gradizzolo–Ognibene a Monteveglio (Bo) Valsamoggia, Orsi–Vigneto San Vitoa Crespellano (Bo), La Tosa a Vigolzone (Pc), Bergianti Vino–Terre Vive a Carpi (Mo), Vittorio Graziano a Castelvetro di Modena, Camillo Donati a Felino (Pr), Podere Cipolla–Denny Bini a Reggio Emilia.
In Lombardia ad eccellere sono Picchioni Andrea a Canneto Pavese, in Oltrepo, Calatroni a Santa Maria della Versa, Fratelli Agnes a Rovescala.

Nelle Marche si distinguono nei Castelli di Jesi (An) Pievalta e Edoardo Dottori a Maiolati Spontini, Fattoria San Lorenzo a Montecarotto, Villa Bucci Ostra Vetere, Podere Mattioli a Serra de’Monti, La Staffa a Staffolo.

Anche i Sommelier AIS, oltre a la lunga lista dei 4 Viti 2026, dove risultano premiati praticamente tutti, hanno fatto una cernita di 399 Cantine e 400 vini in Italia suddivisi come segue:

Innovativo/Rivelazione, con Metodo Classico Pas Dosé Pinot Nero Nature Monsupello in Oltrepo, Tenute Nura Blanc De Noirs Dosaggio Zero, Romagna Albana Damadora Anfora 2023 La Grotta, Romagna Albana Passito Podere La Berta 2017, Castelli di Jesi Verdicchio Classico Kochlos Riserva 2023 Edoardo Dottori, Skiants 2023 Fattoria Villa Ligi, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore San Michele 2023 Campanelli, Le Oche Integrale 2019 Fattoria San Lorenzo.
Territorio, con Colli Bolognesi Barbera MG 2023 Isola, Romagna Sangiovese Bertinoro P.honori Riserva 2021 Tenuta La Viola, Romagna Sangiovese Modigliana Vigna Probi Riserva 2022 Villa Papiano, Romagna Sangiovese Predappio di Predappio Vigna del Generale Riserva 2022 Fattoria Nicolucci, Castelli di Jesi Verdicchio Classico Balciana Riserva 2023 Sartarelli, Colli Pesaresi Rive di Focara Pinot Noir 2022 Fattoria Mancini.
Valore/Prezzo,ad Aureum 2022 Banino, Farfalla Noir Collection N°13 Extra Brut Ballabio, Rocca Pietra Zero Pas Dosé 2019 Scuropasso, Colli di Scandiano e di Canossa Lambrusco Montericco Amarcord 2024 Cantina Puianello, Gutturnio Superiore Maia 2024 Monteverdi, Rambëla 2024 Tenuta Uccellina, Romagna Centesimino Oriolo 2023 Ancarani, Romagna Sangiovese Serra Assiolo 2021 Costa Archi.
Ciliegina sulla torta i Grandi Vini a Colli Bolognesi Cabernet Sauvignon Invecchiato in Botte 2019 Tizzano, Romagna Sangiovese Marzeno Pietramora Riserva 2019 Fattoria Paradiso, Romagna Sangiovese Predappio Vigna del Pruno Riserva 2022 Drei Donà Tenuta La Palazza, Castelli di Jesi Verdicchio Classico Villa Bucci Riserva 2022, Conero Sassi Neri Riserva 2021 Fattoria Le Terrazze.

La Guida Espresso curata dal World Sommelier ad honorem Luca Gardini ha invece premiato in Lombardia col massimo punteggio Conte Vistarino Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC Pernice 2022 96+ e come seconda proposta Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG Extra Brut 1865 2018 95 in Romagna la Cantina dedicata alla Moglie di Cracco Rosa Fanti con il Miglior vino bianco da uve autoctone l’IGT Fiammarossa 2024 quotato 95+ assieme ad un altro Bianco La Ciola 2024 che si è aggiudicato 93+. Premiata a livello nazionale anche Rimini DOC come Migliore Area Vinicola con fra tutti Enio Ottaviani che si aggiudica 97 punti col Riesling Rubicone IGP 2023 a braccetto con Romagna DOP Pagadebit Strati 2024 che vale 94. In Emilia il massimo punteggio l’ha ottenuto Cantina della Volta con VSQ Metodo Classico Brut Chardonnay Blanc de Blancs Il Mattaglio 2017 con 96+ in coppia col Lambrusco di Sorbara DOC Metodo Rosè 2020 con 95+. Nella parte Nord delle Marche il punteggio massimo va un cognomi noto dell’alta cucina Pompili con Marche Sangiovese IGT Greppo di Sotto 2022 un 98+ e Marche Sauvignon IGT Sauvignon Blanc 2023 con 96.

Anche la Guida Veronelli ha considerato qualcosa sulla Via Emilia ed in particolare emerge il Sole Veronelli 2026 al Romagna Sangiovese Marzeno Riserva Monografia/5 2020 della Fattoria Zerbina Faenza (Ra) con il massimo di 96, si passa poi ai Tre Stelle Oro 2026 con un range fra 94 e 96/100 dove la Geminiani fa il bis con Romagna Albana Passito Riserva AR Zerbina Selections des Grains Nobles 2021 ottiene il punteggio di 95. Nelle Marche ha la meglio con solo 95 Lina Passito Marche 2023 di Santa Barbara. Non risultano vini dall’Oltrepò Pavese e Provincia di Milano come da tutta l’Emilia.

Elio Crociani Journalist
viaEmiliaBest.it

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