Una nuova guida si fa largo nel panorama ormai affollato delle pubblicazioni gastronomiche italiane. Quest’anno arriva addirittura prima di tutte le altre, cogliendo di sorpresa addetti ai lavori e appassionati: lunedì 28 settembre segna il debutto di Falstaff, directory mondiale che tenta di fare ciò che Michelin e Gault Millau propongono da tempo, ma con un approccio più digitale e immediato. L’app, già operativa, include anche l’Italia, con qualche variazione inattesa nei punteggi dei piani alti.
La mappa interattiva, pur con qualche svista, mescola ristoranti e pizzerie, enoteche, bar più cantine. Hotels e vini arriveranno più avanti. Fra gli indirizzi compaiono locali scelti con criteri che sembrano originali, accanto ad altri che non esistono più. Falstaff, nata tra Germania e Austria, ha una sede anche a Lana, tra Bolzano e Merano. C’è già chi festeggia il titolo di “migliore” della propria regione e chi si accontenta di esserci, in attesa che le guide tradizionali tornino a dettare il ritmo. Per qualche giorno, però, si parlerà solo di questa.
E già lunedì 26 ottobre si annuncia una sorta di tabula rasa nel mondo delle pizzerie, con l’auspicio che la Guida del Gambero Rosso 2027 porti nuovi Spicchi invece dei soliti noti.
La Romagna secondo Falstaff
Partiamo dal confine con i Lidi Ferraresi e Ravenna, dove un ristorante quasi nascosto si affaccia sulla via principale che costeggia l’Adriatico. La Trattoria Primaro Ca Longa non si trova direttamente sulla SS 309, ma dietro alcuni capanni affacciati sul Reno, nel cuore del Parco del Delta, proprio di fronte al Tiro a Segno. Finora segnalata solo dalle riviste turistiche come luogo di ristoro, è aperta soprattutto a pranzo, escluso il lunedì. La famiglia Giacovelli la gestisce da diciotto anni, dopo esperienze stagionali fra Marina Romea e Porto Corsini, con l’obiettivo dichiarato di restare aperti tutto l’anno. Qui l’anguilla è regina in tutte le sue versioni, e non mancano le rane – da prenotare con un giorno di anticipo – a prezzi popolari.
Le cose cambiano a Casalborsetti: Bella Romagna, ristorante dell’omonimo albergo, risulta chiuso da almeno tre anni e non serve nemmeno le colazioni. In pratica, è disponibile per chi volesse affittarlo. A Marina Romea, invece, Villa Mercurio è il Bagno – uno dei pochi segnalati – che ha appena concluso la stagione.
A Marina di Ravenna Falstaff segnala Alma, ristorante “al mare” ma senza spiaggia, con ingresso diretto sul Viale delle Nazioni. Esiste dal secolo scorso grazie allo chef patron Massimo Foschini. A Punta Marina compare la prima pizzeria: l’arcinota Centopizze. A Milano Marittima si parla della Frasca, anche se è chiusa da tempo.
Nell’entroterra spuntano punteggi importanti:
Cucoma di San Pancrazio ottiene 86,
La Baita di Faenza arriva a 91,
Osteria Erbaluce di Cesenatico – novità Michelin 2026 – conquista 91,
Terre Alte a Longiano si ferma a 89,
Ristorante del Lago ad Acquapartita raggiunge 91,
Il Circolino di Rimini, nuova entrata, ottiene 85 e potrebbe essere una sorpresa anche per altre guide in arrivo.
E poi c’è Fuba, che vola addirittura a 92.
Giuliano Canzian è presente su Falstaff con i suoi tre ristoranti segnalati da Michelin e Slow Food.
Al confine con le Marche, l’Osteria dell’Accademia di Montegridolfo riceve 89, forte della sua cucina artusiana.
A Riccione Falstaff indica solo Birrodromo Pub e Pizza, a cui va 85. La Brasserie, segnalata come ristorante, è chiusa da anni. E il Ritrovo del Vecchio Forno, indicato come riccionese, in realtà si trova a 15 km, dentro il Castello di Montegridolfo.
A Santarcangelo non poteva mancare La Sangiovesa, con 92, e Oreste, locale avviato dalla signora Cracco, che arriva a 93. Gino il Matto sembrerebbe non esistere più: al numero indicato risponde un privato. Per fortuna Google restituisce il contatto corretto. Il ristorante, con punteggio 86, si trova sulla collina di Covignano, nei pressi dell’Azienda Vinicola San Valentino, aperto solo la sera dal giovedì alla domenica, specialità pesce.
A Tèra di Sogliano al Rubicone va un sorprendente 93, valore alto per una piccola osteria. Da quelle parti anche Allegrìa, a Mercato Saraceno Alta, vola decisamente più basso.
Infine, in centro a Ravenna, nei pressi del Teatro Alighieri, Falstaff segnala l’osteria Dei Battibecchi, nome che richiama la celebre “Giarrettiera” di Shakespeare, citata anche da Verdi nell’adattamento di Arrigo Boito.
Cucina d’Autore, una sola novità in Romagna
