La Galleria Savoia riapre dopo 20 anni e diventa Piazza

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Giuliano Canzian è oggi lo chef più presente e riconosciuto nelle guide della Romagna, forte anche del Bib Gourmand, il simbolo Michelin che premia le osterie capaci di offrire tre portate sotto i 40 euro. Un riconoscimento tutt’altro che semplice: in un certo senso, più difficile della stella, perché quest’ultima non impone limiti di prezzo. Il Bib, invece, richiede qualità e accessibilità insieme.

Il cuore di questo successo è l’Osteria de Borg, guidata dall’executive chef Mirko Monari, presente anche su Osterie d’Italia di Slow Food. La celebre Chiocciola, simbolo della migliore cucina regionale, ancora non è arrivata nel riminese, ma l’osteria è già stabilmente segnalata. Sempre a Borgo San Giuliano, un altro locale firmato Canzian propone cucina di mare ed è anch’esso citato nella guida del “lento anfibio”.

Tornando alla Michelin, un altro traguardo importante è Dallo Zio, che unisce le due anime — terra e mare — in un menu perfettamente bilanciato 50/50. Il locale si trova in un angolo felliniano, nascosto oltre il Corso d’Augusto arrivando dal Ponte di Tiberio, proprio dove il regista amava sedersi a un tavolo da cui si intravedeva l’Arco. Qui c’è un’altra unicità: è l’unico indirizzo Michelin della zona aperto tutti i giorni anche a pranzo.

Sulla scia di questo percorso, nel 2017 Giuliano, insieme all’executive chef Luca Borrelli, dà vita ad Amorimini, oggi collocato nella nuova Food Court dell’Hotel Savoia. Una scelta che lo affianca ad altri nomi importanti della scena riminese, come Mariano Guardianelli, stella Michelin di Abocar Due Cucine — unico stellato in città, mentre gli altri si trovano a San Giuliano Mare e Miramare. L’argentino Guardianelli è stato il primo stellato al mondo, in ordine di tempo, fra gli argentini. Sarà quindi un po’ come accade a Dubai: oltre 100 camere, alta occupazione tutto l’anno, e un’offerta che comprende ristorante di pesce, bar pasticceria Mamì, pizzeria e sushi.

Questa volta, probabilmente, i riminesi non resteranno a bocca aperta come ai tempi di Fellini davanti a una “navicella” atterrata sul lungomare. Niente stile liberty: il nuovo Savoia porta la firma dell’archistar Paolo Portoghesi, scomparso da poco, e alza decisamente il livello dell’hotel nato come Hungaria, poi diventato Meridien. Oggi è un quattro stelle Superior, ma con servizi da cinque stelle lusso, come la nuova Spa Vista Mare.

A completare la Food Court ci sono Omar Giani con la pizza riminese di POP (Prima o Poi), dotato di doppia cucina anche per celiaci; un tocco carioca con Temakinho, l’unico brand importato; e Skyline, che chiude il cerchio. Dal 10 aprile, tutto questo prende vita.

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