Con l’estate ormai avviata e in attesa delle Guide ai Vini del prossimo autunno, arrivano i 100 migliori dell’Emilia-Romagna selezionati alla cieca dai sommelier AIS per l’edizione 2026. È sempre più evidente come la regione si presenti divisa in due anime distinte — Romagna ed Emilia — diverse, complementari, e capaci di raccontare un mosaico enologico unico nel panorama italiano.
Eppure, quest’anno, vale la pena spezzare una lancia a favore dell’Emilia: la sola Colli Piacentini riesce a eguagliare la Romagna nel prestigioso traguardo del doppio oro, grazie a tre vini da meditazione che confermano la vocazione del territorio. Un Vin Santo, un Vin Santo di Vigoleno e una Malvasia di Candia (o Piacentina) compongono il trittico.
La Romagna risponde con altrettanti riconoscimenti: un Passito dal ravennate, un Sangiovese e un bianco da uve Sauvignon della stessa azienda, Castelluccio, nel forlivese. Sono questi i sei doppi oro regionali, equamente divisi tra Forlì e Piacenza.
Passando ai Gold, la Romagna conquista 47 bottiglie d’oro, mentre l’Emilia si ferma a 38, cui si aggiungono alcune etichette insignite del massimo punteggio dei 6 Acini.
Ferrara ottiene un solo riconoscimento con un Incrocio Manzoni Bianco in purezza, mentre il ravennate si distingue con il Burson dell’Uccellina. Il riminese porta a casa due ori, divisi tra rosso e bianco: la Rebola de Il Mio Casale e il Sangiovese Superiore Bio 2025 di Podere dell’Angelo.
Va meglio a Parma, che mette insieme quattro riconoscimenti: due ori e due 6 Acini, tra cui spiccano due Metodo Classico, un Cabernet Franc e un Sauvignon rosso.
Cesena ottiene sei ori, quasi tutti Sangiovesi, affiancati da un’Albana di Zavalloni e dal Rosato Brut di Gobbi, da Pinot Nero e Chardonnay.
Sei anche per Imola, con una prevalenza di Albane, un Sangiovese e un Petit Manseng.
Modena entra in classifica con cinque ori e un 6 Acini, tutti rigorosamente Lambrusco.
Reggio Emilia, con nove spumanti, dà spazio anche alla Spergola, il bianco identitario del territorio, e a un passito rosso da Malbo Gentile.
Bologna, tra gli emiliani, si distingue per varietà: tre Pignoletto, cinque Cabernet Sauvignon, un Barbera, un Merlot. Nei bianchi domina la tipologia Colli Bolognesi con vitigni internazionali; nel rosso spiccano tre etichette collinari, cui si aggiungono un Sauvignon Blanc, un Barbera-Cabernet-Merlot e un Cabernet-Merlot. In totale: quattordici ori e due 6 Acini.
In Regione, però, è Forlì a dominare: più ori di tutti e tre doppi ori, quasi esclusivamente Sangiovese. L’unico “Super Rubicon” rosso è il Cabernet Sauvignon di Calonga Castellione.
Tra i bianchi, solo Albana — eccezion fatta per il Sauvignon Blanc di Castelluccio, che svetta su tutti i bianchi da tavola con due ori.
Debutta anche la prima annata Bron & Ruseval 2024 Albana “Gentile”, premiata con l’oro.
Faenza segue con 11 ori, suddivisi tra quattro Sangiovesi, cinque Albane, un Savignone Centesimino e un Incrocio Manzoni da Riesling e Pinot Bianco.