Anteprima Guida ai Beach Club d’Italia 2026 sull’acqua
La Guida ai Beach Club d’Italia 2026: un’edizione che allarga gli orizzonti
Sarà presentata giovedì 7 maggio, nelle sale dell’Hotel Gallia di Milano, la terza edizione della Guida ai Beach Club d’Italia 2026. Un appuntamento ormai atteso, che quest’anno porta con sé una novità significativa: l’ingresso ufficiale dei Beach Club dei laghi, con Lombardia e Veneto che fanno il loro debutto nella pubblicazione.
Per la prima volta, infatti, accanto alle località del Garda e del Lario compare anche Milano Segrate, grazie all’Idroscalo e al Kora Beach, inaugurato appena un anno fa e già premiato con due Ombrelloni. Sul Lago di Como, a Menaggio, con vista privilegiata su Bellagio, arriva invece un riconoscimento di peso: tre Ombrelloni al Beach Club di un hotel che vanta già due Chiavi Michelin.
In Veneto, lo stesso traguardo viene raggiunto da Riviera Lake, che a Punta San Vigilio (Vr) i tre Ombrelloni si intrecciano con la cucina dello chef recentemente insignito della seconda stella Michelin 2026 a Casa Rana.
Retrocessioni e conferme: la maturità della guida
Come accade in Francia con la Michelin, anche nel mondo dei Beach Club sono spesso le retrocessioni a fare notizia. E se in Italia non esiste ancora un’anteprima ufficiale così antipatica, la nuova edizione della guida Morellini ai Beach Club nazionali lascia comunque un segno: dagli undici 3 Ombrelloni Gold dello scorso anno si scende a dieci.
Un segnale di rigore, che conferma la volontà dell’editore di mantenere alta l’affidabilità di una guida che oggi censisce 300 stabilimenti in tutta Italia.
La sorpresa dell’Emilia‑Romagna: Cala Cedrina
La Riviera romagnola, da Lido delle Nazioni a Cattolica, registra una sola ma significativa novità. A Punta Marina, laddove un tempo sorgeva il Bagno Pelo, ha aperto lo scorso anno Cala Cedrina, gestito dalla famiglia Tagiuri.
Un progetto che punta su un’identità precisa: il loro core business resta l’aperitivo con dj set diurno, affiancato dai servizi classici di spiaggia e ristorazione. Una scelta che li distingue nel panorama regionale.
Le migliori Experience 2025: dieci eccellenze in Italia
La categoria Best Experience 2025 ha premiato dieci Beach Club su trecento, con una distribuzione che racconta bene la varietà del Paese.
Campania: tre riconoscimenti, a Vico, Vietri e Paestum. Qui spicca il Beach Club 93 dell’Hotel Savoy 4*L, già noto per le due stelle Michelin del ristorante Tre Olivi.
Toscana: due premi, a Capalbio a La Dogana — con la gestione affidata a La Torre, due stelle a Roma — e a Forte dei Marmi, dove brilla invece Alpemare il 3 Gold della famiglia Bocelli.
Sicilia: il Lido Villeggiatura del Belmond Villa Sant’Andrea, struttura insignita di due Chiavi, entra tra le eccellenze.
Emilia‑Romagna: il riconoscimento va a Boca Barranca di Marina Romea, grazie alla creazione dello chef Riccardo Cevenini: una crema pralinata al gianduia con mandorle salate e sorbetto al cacao amaro, diventata simbolo della loro proposta gourmet.
Con una Pasqua che arriva in anticipo, il pensiero corre inevitabilmente alla riapertura delle spiagge. Tranquilli: niente Bolkestein, anche se in Veneto il litorale è già da tempo concentrato nelle mani di pochi gestori. Piuttosto, l’attesa è tutta per la nuova Guida ai Beach Club d’Italia 2026, in uscita a breve con i dati della scorsa stagione.
Intanto, l’anno passato la Riviera romagnola ha visto brillare tre stabilimenti insigniti di tre Ombrelloni, un riconoscimento importante ma non ancora il vertice: il vero top restano i Gold, che richiedono ben altri investimenti e che, per ora, si trovano soprattutto in Versilia, Liguria, Trieste, Sardegna, Positano e Taormina.
La novità più interessante per l’Emilia-Romagna arriva da Milano Marittima, dove il MarePineta — che festeggia i suoi primi cent’anni — si prepara a rinnovare completamente la parte a mare, con nuove suite nella Club House del Tennis & Padel. È probabilmente l’unica realtà del territorio che, in prospettiva, potrebbe ambire ai tre Ombrelloni Gold.
A pari merito, sul podio romagnolo, ci sono anche Fantini Club di Cervia e Lido Le Palme di Riccione, due proposte molto diverse tra loro. Il Gruppo Leardini, nella Perla Verde, punta su piscine, idromassaggi, teli mare complimentary, Mini Club e un’impostazione più “resort”, senza ristorante ma con un chiringuito informale. Il Fantini, invece, resta fedele alla sua anima sportiva: sei punti di ristorazione, dal pesce alla pizza del self service, e un’offerta dinamica che parla a un pubblico attivo. A Milano Marittima, la Famiglia Salaroli — che di Bagni se ne intende — propone un’unica ristorazione elegante e curata, capace di sorprendere sia a pranzo che a cena.
Scendendo di un gradino, tra i due Ombrelloni troviamo realtà molto diverse:
a Cattolica, l’AltaMarea Beach Village, un vero “villaggio” con otto bagni in uno, piscine e tre ristoranti;
a Cesenatico, il Marè;
a Marina di Ravenna, il Coco Loco guidato dallo chef Federico Gualtieri,
e il Singita, concept nato nel Lazio e oggi presente anche a Malta, Fregene (tre Ombrelloni) e più recentemente all’Argentario;
a Marina Romea, Aloha Beach e Boca Barranca.
Con un solo Ombrellone, ma con identità ben definite, troviamo:
La Piaggia a Casalborsetti, succursale del Royal Milano Marittima, che meriterebbe un upgrade per il contesto;
55 Beach Marrakech a Lido di Spina, in pieno stile Buddha Bar,
affiancato dalla discoteca Malua 54 con ristorante aperto solo a pranzo;
a Rimini, Plage Turquoise
e Tortuga,
entrambi con ristorazione affidata alla Famiglia Bronzetti, che gestisce anche hotel e il bagno Nettuno (non valutato).
La pizza non manca tra i premiati: a Marina di Ravenna la si trova sia al Singita che all’Hookipa, così come al Casta di Milano Marittima.
Il Papeete, oggi ridimensionato nell’offerta, si trova accanto al Family Hotel all inclusive Miami: la ristorazione è affidata a Spadoni, mentre il Beach Club e il beverage restano in gestione diretta. Risultato: due Ombrelloni in terza traversa, ma non di più.
Diverso il caso del Globus Beach, meno glamour ma con la stessa gestione dell’hotel e lo chef Sergio Crispoldi — storico volto del Teatro di Cervia — ai fornelli: anche qui due Ombrelloni.
Ha guadagnato un Ombrellone il Samsara, trasferito da Gallipoli a Riccione, con discoteca anche la domenica pomeriggio e ristorante al primo piano, aperto solo a pranzo.
Per dovere di cronaca, va citato anche Bagni 45 Maristella a Gabicce: su richiesta, grazie a un tunnel privato che collega la Baia degli Angeli alla spiaggia, arrivano i piatti dello stellato La Gioconda. Un unicum.
Forse la proposta più intrigante tra quelle con un Ombrellone è però il Sarabi di Cervia, aperto nel 2024 da Filippo Castagnoli e Valentina Cereda (Truky). Atmosfera arabeggiante, cura dei dettagli, Chef Domenico D’Addario e una soluzione che farà felici i bagnini: niente più fatica ad aprire e chiudere gli ombrelloni, basta un click sul telecomando.
