Crosta Denis -82 (23) Garage Pizza & Co Giolina Mani in Pasta Marghe n.e. Quartieri Spagnoli Sleppa (n.e.) Sublime (n.e.) Ultra (n.e.) Vurria
081 Pizzeria Melegnano (Mi) Anima Romita Crema (Cr) Centro Broni (Pv) n.e. Scugnizzo – Vincenzo Nese Stradella (Pv) n.e.
Emilia-Romagna (15) Acqua di Pomodoro Ferrara
Civico 25 Castel Bolognese (Ra) Corten Bologna Entrée Parma Il Cortile In Centro Rimini (n.e.)
La Luna Rossa Palata Pepoli (Bo) La Smorfia Nonantola (Mo)
Margherì Cesenatico (Fc) Me Ferrara
Passione e Tradizione Parma Piccola Piedigrotta Reggio Emilia -44 (57) Span Bologna Storie Dipinte San Lazzaro di Savena (Bo) tRe in Pomposa Modena Zerocinquenove Carpi (Mo)
Marche (10) Avalon Ancona Cavò Lieviti e Distillati Senigallia (An)
Sale l’attesa per la nuova World 50 Best, che negli ultimi anni ha smesso di essere un appuntamento londinese per trasformarsi in un rito itinerante, celebrato in ogni angolo del mondo. Stavolta il palcoscenico dopo un anno e mezzo sarà Abu Dhabi, dove a novembre verranno svelate le nuove posizioni dei ristoranti. Nel frattempo, però, circolano già i nomi che compongono l’universo Fifty Best: Bar, Hotel, Ristoranti e Cantine che orbitano attorno alle classifiche principali.
Non si parla ancora della fascia 51–100, quella dei Discovery, ma l’Italia è già ben rappresentata: 140 indirizzi complessivi, con una ventina abbondante di bar notturni, poco più di cinquanta ristoranti, quasi altrettanti hotel e oltre una dozzina di cantine. Una trentina scarsa sono già presenti nelle classifiche ufficiali, compresa La Francescana, citata ad honorem. Gli altri, più di cento, sono realtà accreditate e potenzialmente pronte a un upgrade.
Tra le curiosità spicca la presenza di un pizzaiolo: Pepe in Grani, inserito non come cantina, né come hotel, né come bar, ma come ristorante a pieno titolo. In buona compagnia di Don Alfonso, Danì, Gennaro Esposito e Piazzetta Milù. E non mancano proposte lontane dall’extralusso, come Trippa a Milano o Consorzio a Torino, che confermano la volontà della piattaforma di raccontare anche la cucina più schietta e contemporanea.
Interessante anche la scelta di segnalare Villa Feltrinelli come hotel — finora nessuno l’aveva fatto, nonostante la sua bellezza — e non come ristorante. Lo stesso vale per Piano 35 a Torino, Ceresio 7 e Moebius a Milano, presenti per la loro anima da cocktail bar. A Venezia nessun dubbio Harry’s Bar cpme ristorante.
La Romagna compare con un solo nome, Da Gorini. Le Marche rispondono con i due fuoriclasse Uliassi, Gioconda e Cedroni. L’Emilia, invece, è il regno di Bottura, che domina in due categorie: hotel, ristoranti, Gatto Verde e Francescana at Maria Luigia. Anche Firenze si difende con Giardino e Osteria Gucci, presenti in entrambe le sezioni e quindi anche Bar. Milano, come prevedibile, è ovunque — tranne che nelle cantine.
La Liguria chiude con due hotel di grande fascino: lo Splendido a Portofino e il Golfo dei Poeti alle Cinque Terre.
La Guida agli Oli d’Italia 2027 arriva puntuale nelle librerie e, da questa edizione, completamente consultabile anche online, pur mantenendo la sua storica versione cartacea. Un doppio formato che conferma la volontà del Gambero Rosso di accompagnare il lettore ovunque, senza rinunciare alla fisicità del volume.
Per quanto riguarda il nostro territorio, il Top della produzione fra Milano e l’Adriatico si concentra in un arco che va da Brisighella a Terra del Sole, dai Colli Riminesi ai Colli di Jesi, fino ai Colli al Metauro: sono queste le zone che conquistano le Tre Foglie 2027. Le province coinvolte sono Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Ancona. La provincia di Bologna, invece, si ferma a due Foglie Rosse, un risultato paragonabile – per restare nel mondo delle guide – ai vini che arrivano in finale per i Tre Bicchieri senza riuscire a conquistarli.
I Tre Foglie 2027 del Gambero Rosso sono tre oli che raccontano identità territoriali forti:
il Dop Brisighella Monocultivar Nostrana di Brisighella 2025, prodotto da Palazzo di Varignana a Torre Cavina a Brisighella,
il Nobildrupa Monocultivar Ghiacciola 2025 della Cab di Brisighella;
il Monocultivar Ghiacciola 2025 di Corazza a Covignano di Rimini.
Si tratta di oli che, quasi sempre, superano i 30 euro al litro. L’unica eccezione è un’etichetta quotata fra i 21 e i 25 euro scendendo di un gradino, dove troviamo le due Foglie Rosse:
Grèda Monocultivar Sperone di Gallo 2025, Podere La Fortuna, Brisighella (Ra), sul versante che guarda Modigliana;
Uliveto del Fattore – Selezione Rodolfo Monocultivar Correggiolo 2025, Primo Fraternali Grilli, Montegridolfo (Rn), addirittura nella fascia fra gli 11 e i 20 euro.
Un dato curioso emerge con chiarezza: tutti gli oli premiati con una sola Foglia superano i 30 euro al litro. Per questo, risultano particolarmente interessanti – anche in rapporto qualità/prezzo – i due Foglie nella fascia 21–25 euro:
Furtóna Monocultivar Leccio del Corno 2025, Podere La Fortuna, Brisighella (Ra);
Verde Igp Marche 2025, L’Olivaio, Castelleone di Suasa (An).
Da segnalare anche Oriolo dei Fichi, nelle prime colline fra Forlì e Ravenna, che conquista due Foglie con Il Clivo Monocultivar Nostrana di Brisighella Bio 2025, prodotto da I Sabbioni.
Celebrarne uno soltanto sarebbe riduttivo. Parlare di un singolo Forno tra i settanta premiati in Italia con i Tre Pani del Gambero Rosso equivarrebbe, in fondo, a raccontare solo il Tre Stelle di Bottura: un faro della gastronomia mondiale dove arrivano clienti da ogni continente e i residenti, ormai, non trovano più posto. Il mondo dell’arte bianca è più ampio, stratificato, fatto di eccellenze che brillano con intensità diverse: ci sono i Tre Pani, certo, ma anche i Due e il Pane singolo, che non rappresentano affatto un gradino minore, bensì la conferma di un patrimonio quotidiano che — per fortuna — non va mai sprecato.
Lombardia Milano Crosta Davide Longoni Pane Grazioli Il Forno di Lambrate LePolveri panificio diurno Tondo Forno Radicale
Emilia Romagna Forno Brisa Bologna Il Forno di Calzolari Monghidoro (Bo) La Butega ad Franton Guastalla Reggio Emilia Nel Nome del Pane Cappelletti & Bongiovanni Dovadola (Fc)
Marche Pandefrà Senigallia (An)
2 Pani
Milano Ambrogia Cascina Sant’Alberto Christian Di Perna – Panificio Ciopa CLANDESTINO non esiste Eataly Smeraldo Égalité i Compari – Sicily For Life La Bottega del Pane La Panetteria PAN Premio Miglior comunicazione digitale 2023 Pavé Signor Lievito Slow Bread Lab Tone – Bread Lab. TraMa – Micropanificio Artigianale L’ Ape Fornarina Parabiago (Mi)
Lodi ILDE – Bottega e Cucina
Cremona Bottega Lago Scuro Cascina Marasco
Pavia Il Pane di Vittoria Panu Manu Il Girasole di Travacò Siccomario
Emilia Romagna
Premio Panettiere emergente 2023 Chiere – Pane Pizza Piacenza
Alvè Parma Coce Parma Officina del Grano Parma Panificio Lusignani Pellegrino Parmense (Pr) La Granaia Bakery Reggio Emilia AltoForno – Impasti Agresti Modena Baracca Nonantala (Mo) Farina del tuo sacco Carpi (Mo) Pan di Via Formigine (Mo) Paolo Atti & Figli Bologna Forno Mollica Pontecchio Marconi (Bo) Madre Castel San Pietro (Bo) Filonificio – Microforno Ferrara Officina Integrale Ferrara
Premio Bakery dell’anno 2026 Demetra – Forno di Paese Longiano (Fc)
Panificio Castellucci Meldola (Fc) Pasta Madre Rimini
Premio Pane e territorio 2026 Il Forno di San Leo (Rn)
Lievita Riccione
Pesaro Urbino Forno Il Certello località Scarnigia Frontino Il Gentil Verde Acqualagna
Premio Panettiere emergente 2027 Ingrano Forno Artigianale Mercatello sul Metauro
Panadero Lab Pesaro Solo Cose Buone Bakery Sant’Angelo in Vado
Ancona Brutti ma Buoni Osimo Coste del Sole Staffolo Taccalite Collemarino
Emilia Romagna Dop Brisighella Monocultivar Nostrana di Brisighella 2025 Palazzo di Varignana (Bo) Monocultivar Ghiacciola 2025 Oleificio Corazza Rimini Nobildrupa Monocultivar Ghiacciola 2025 CAB Terra di Brisighella (Ra)
new 2 Foglie Rosse Più di 30 euro
Emilia Romagna Blend 2025 Oleificio Pecci Morciano di Romagna (Rn) Correggiolo, Ascolana, Leccino, Pendolino Grèda Monocultivar Sperone di Gallo 2025 Podere La Fortuna Brisighella (Ra) Da 21 a 25 euro Pandesco Monocultivar Maurino Bio 2025 Palazzo di Varignana Maurino Uliveto del Fattore Selezione Rodolfo Monocultivar Correggiolo 2025 Primo Fraternali Grilli Montegridolfo (Rn) Da 11 a 20 euro Uniqo Monocultivar Ghiacciola 2025 Frantoio Oleario Bigucci San Giovanni in Marignano (Rn) Vargnano Monocultivar Nostrana di Brisighella 2025 Palazzo di Varignana
Marche Frà Giocondo Monocultivar Leccino Bio 2025 Il Conventino di Monteciccardo (Pu) Monocultivar Ascolana Tenera 2025 Montecappone Jesi (An) Monocultivar Raggia Bio 2025 Frantoio L’ Olinda San Marcello (An) Note in Tavola 2025 Villa G Farm Fossombrone (Pu) Itrana, Peranzana, Carolea Risveglio Monocultivar Raggiola 2025 Emozioneolio Colli al Metauro (Pu)
2 Foglie Più di 30 euro
Emilia Romagna Biologico 2025 Frantoio Valsanterno Imola (Bo) Leccino, Correggiolo Bruno 2025 Frantoio Oleario Bigucci San Giovanni in Marignano (Rn) Picholine, Coratina Furtóna Monocultivar Leccio del Corno 2025 Podere La Fortuna Brisighella (Ra) Da 21 a 25 euro
Il Clivo Monocultivar Nostrana di Brisighella Bio 2025 I Sabbioni Oriolo dei Fichi (Ra) Monocultivar Frantoio 2025 Oleificio Corazza Rimini Frantoio Nostrolio 2025 Frantoio Oleario Bigucci San Giovanni in Marignano (Rn) Correggiolo, Peranzana, Frantoio
Un solo locale Eccellente in Romagna nella Guida alle Birre d’Italia 2026 di Slow Food. Un risultato magro, soprattutto se confrontato con l’Emilia, che invece si difende con maggiore vigore: si parte da Imola, si prosegue con il doppio riconoscimento a Reggio Emilia e si arriva fino a Noceto, nel Parmense.
Sul fronte delle Chiocciole, però, la situazione per la Romagna è ancora più complessa: nessun birrificio premiato tra Porto Corsini, Civitella di Romagna e Rimini. Tutti questi si devono accontentare della sola Eccellenza. L’Emilia, al contrario, mette a segno una serie di riconoscimenti importanti: Chiocciole ai birrifici di Sant’Agostino (Fe), Rastignano Carteria di Sesto (Bo) e alla Filiera di Castel San Pietro Terme (Bo), premiata per la qualità del lavoro a pochi chilometri di distanza.
Un’altra Filiera viene segnalata in Alta Parma, a Beduzzo di Corniglio, dove l’Agricola Tre Rii si distingue nella produzione di sidro.
Ogni anno, accanto alla celebre selezione dei vini, Wine Spectator aggiorna anche la mappa dei ristoranti e dei bar che custodiscono cantine di pregio, carte curate e un servizio del vino all’altezza delle grandi tavole internazionali. È un osservatorio privilegiato, che spesso coincide con le città più turistiche, dove però – come si sa – non sempre il viaggio vale solo per il cibo. Il vino, in questi casi, diventa la vera destinazione.
Sul tratto che da Milano scende verso Ancona, a primeggiare con il Grand Award è ancora una volta Cracco, sempre più legato alla Romagna, che dal 2019 mantiene saldi i suoi 3 Glass. Nel capoluogo lombardo resistono anche Langosteria e Seta, il due stelle Michelin, entrambi con 2 Glass dal 2020.
Scendendo verso la costa, al confine tra Romagna e Marche, brilla la conferma del Best of Award of Excellence a Dalla Gioconda di Gabicce Monte, che dal 2023 divideva il riconoscimento con Zelo di Milano. L’edizione 2024 ha portato nuove entrate: in Emilia è arrivato l’altro locale dei Bizzarri, l’Osteria del Viandante a Rubiera;
in Romagna, questa volta piena, si è aggiunto il Ristorante del Lago ad Acquapartita, nell’Alto Savio.
Il mondo del caffè è un universo infinito e variegato: dai tostatori storici ai loro coffee shop che resistono nel tempo, dalle manifestazioni fieristiche che animano ogni angolo del pianeta alle classifiche che, puntuali, si aggiornano e ridisegnano la geografia del gusto. Ora tocca agli europei, che ritoccano parte della situazione mondiale nella Top 100 Coffee Shops Europe.
In testa troviamo la Norvegia, seguita dall’Austria, mentre al terzo posto spunta sorprendentemente la Germania, relegando la Francia al quarto. Avanza l’Irlanda, ora quinta, poi il Regno Unito al sesto posto, mentre l’Italia si ferma al settimo. Precipita la Spagna di Hola Coffee, che scivola all’ottavo posto, seguita dalla Turchia e dalla Danimarca, rispettivamente nona e decima.
Detta così, la classifica sembra solo una sequenza di numeri. Ma se pensiamo che il nostro amato caffè venga giudicato migliore in Scandinavia, la notizia non scivola via così facilmente, soprattutto per noi patrioti del chicco. L’Italia, che fino a poco tempo fa contava appena due presenze europee (assieme al resto del mondo al di fuori dell’Europa), oggi può vantare quattro insegne: oltre a Faro Roma e Ditta Artigianale Firenze, si aggiungono Bugan Coffee, con sedi tra Milano e Bergamo Alta, e il nuovo Ditta Artigianale Milano, che con la sua apertura meneghina ha sbaragliato tutti i connazionali.
Guardando solo i primi dieci europei, la Spagna riesce persino a fare il bis con Barcellona e Madrid, confermando un fermento che, nonostante la flessione, resta vivace.