La Galleria Savoia riapre dopo 20 anni e diventa Piazza

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Giuliano Canzian è oggi lo chef più presente e riconosciuto nelle guide della Romagna, forte anche del Bib Gourmand, il simbolo Michelin che premia le osterie capaci di offrire tre portate sotto i 40 euro. Un riconoscimento tutt’altro che semplice: in un certo senso, più difficile della stella, perché quest’ultima non impone limiti di prezzo. Il Bib, invece, richiede qualità e accessibilità insieme.

Il cuore di questo successo è l’Osteria de Borg, guidata dall’executive chef Mirko Monari, presente anche su Osterie d’Italia di Slow Food. La celebre Chiocciola, simbolo della migliore cucina regionale, ancora non è arrivata nel riminese, ma l’osteria è già stabilmente segnalata. Sempre a Borgo San Giuliano, un altro locale firmato Canzian propone cucina di mare ed è anch’esso citato nella guida del “lento anfibio”.

Tornando alla Michelin, un altro traguardo importante è Dallo Zio, che unisce le due anime — terra e mare — in un menu perfettamente bilanciato 50/50. Il locale si trova in un angolo felliniano, nascosto oltre il Corso d’Augusto arrivando dal Ponte di Tiberio, proprio dove il regista amava sedersi a un tavolo da cui si intravedeva l’Arco. Qui c’è un’altra unicità: è l’unico indirizzo Michelin della zona aperto tutti i giorni anche a pranzo.

Sulla scia di questo percorso, nel 2017 Giuliano, insieme all’executive chef Luca Borrelli, dà vita ad Amorimini, oggi collocato nella nuova Food Court dell’Hotel Savoia. Una scelta che lo affianca ad altri nomi importanti della scena riminese, come

Mariano Guardianelli, stella Michelin di Abocar Due Cucine — unico stellato in città, mentre gli altri si trovano a San Giuliano Mare e Miramare. L’argentino Guardianelli è stato il primo stellato al mondo, in ordine di tempo, fra gli argentini. Sarà quindi un po’ come accade a Dubai: oltre 100 camere, alta occupazione tutto l’anno, e un’offerta che comprende ristorante di pesce, bar pasticceria Mamì, pizzeria e sushi.

Questa volta, probabilmente, i riminesi non resteranno a bocca aperta come ai tempi di Fellini davanti a una “navicella” atterrata sul lungomare. Niente stile liberty: il nuovo Savoia porta la firma dell’archistar Paolo Portoghesi, scomparso da poco, e alza decisamente il livello dell’hotel nato come Hungaria, poi diventato Meridien. Oggi è un quattro stelle Superior, ma con servizi da cinque stelle lusso, come la nuova Spa Vista Mare.

A completare la Food Court ci sono Omar Giani con la pizza riminese di POP (Prima o Poi), dotato di doppia cucina anche per celiaci; un tocco carioca con Temakinho, l’unico brand importato; e Skyline, che chiude il cerchio. Dal 10 aprile, tutto questo prende vita.

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E’ sulla Via Emilia in Romagna la Camera con Vigna con la storia più importante

Con l’arrivo della bella stagione torna d’attualità Camera con Vigna, il libro che Vincenzo d’Antonio ha pubblicato lo scorso ottobre. Un volume curioso e prezioso, che raccoglie 151 cantine dotate di almeno due camere e non più di dodici: luoghi ideali per chi vuole degustare senza l’assillo di dover guidare, immerso tra filari, colline e silenzi di campagna.

Si va dai semplici Bed & Wine ai più classici B&B, fino ad appartamenti con cucina, anche se — inutile negarlo — molte signore preferiscono comunque affidarsi al ristorante o allo chef a domicilio. In Emilia-Romagna le strutture segnalate sono quattro, distribuite tra Bolognese, Parmense, Ravennate e Forlì-Cesena. Ed è proprio nel cuore della Romagna che nacque, in tempi non sospetti, il primo agriturismo italiano: un antesignano dei moderni Wine Resort a cinque stelle.

Scorrendo l’elenco dei prescelti, Fattoria Paradiso emerge come il vero Top nazionale. Sette camere, due appartamenti, piscine, colazioni, pranzi e cene grazie alla vicina Locanda Gradisca, che deve il suo nome a Federico Fellini, passato da Bertinoro — o meglio, da “Monte Spaccato” — insieme a Tonino Guerra. È un luogo perfetto per i matrimoni, e la Famiglia Pezzi conserva con cura le annate dei vini che hanno conquistato molti dei personaggi transitati da qui.

Tra questi, Dario Fo, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. Assaggiando Il Mito, un rosso importante, non si limitò a un commento di circostanza: lo definì “un vino da Nobel”. E lui, che il Nobel lo ha davvero ricevuto, firmò anche un’etichetta dedicata al padre di Graziella Pezzi, che la volle sulle bottiglie. Non aveva torto: il blend era stato creato da Giacomo Tachis, l’enologo dietro a Sassicaia, Solaia e Tignanello, padre dei più celebri Super Tuscan. Come in Toscana, anche Il Mito nasce da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Sangiovese.

A Gino Veronelli, altro centenario, piaceva invece il Vigna delle Lepri, il primo Sangiovese di Romagna a farsi notare davvero. La cantina sotterranea merita la visita: bottiglie prestigiose, formati che vanno dai 375 ml ai 15 litri del Matusalemme, e un’atmosfera che racconta decenni di storia enologica.

La ciliegina sulla torta è la Cagnina, che a ottobre sparisce in un attimo, complice l’abbinamento perfetto con le castagne. Se non la si beve subito, col tempo diventa un vino da tutto pasto, grazie alle uve Refosco o Terrano. Ma non ditelo in Triveneto che non lo sanno, né a Spallicci, che la considerava un’uva rara.

All’appello manca solo il vero autoctono di Casa Pezzi: il Barbarossa. Scoperto da Mario nel 1954 tra filari di Sangiovese, deve il nome — si narra — all’imperatore che passando da Bertinoro lo apprezzò per la sua longevità e la polpa dolce e carnosa. È a lui che il vino è dedicato.

E come dimenticare l’Albana? Fu proprio il Cavalier Mario Pezzi, quasi cinquant’anni fa, a ottenere la prima Docg nazionale con questo vitigno. Oggi Jacopo Melia, nipote ed erede, invita i produttori a usarla come i francesi fanno con il Semillon per i loro Sauternes. Difficile dargli torto.

Per chi vuole spingersi oltre i confini regionali, Camera con Vigna segnala nelle Marche Terracruda a Fratte Rosa e Filodivino SPA a San Marcello, vicino a Jesi, quest’ultimo citato anche da Michelin Hotels.

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Si riaprono gli Ombrelloni, sempre più dorati e pilotati

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Con una Pasqua che arriva in anticipo, il pensiero corre inevitabilmente alla riapertura delle spiagge. Tranquilli: niente Bolkestein, anche se in Veneto il litorale è già da tempo concentrato nelle mani di pochi gestori. Piuttosto, l’attesa è tutta per la nuova Guida ai Beach Club d’Italia 2026, in uscita a breve con i dati della scorsa stagione.

Intanto, l’anno passato la Riviera romagnola ha visto brillare tre stabilimenti insigniti di tre Ombrelloni, un riconoscimento importante ma non ancora il vertice: il vero top restano i Gold, che richiedono ben altri investimenti e che, per ora, si trovano soprattutto in Versilia, Liguria, Trieste, Sardegna, Positano e Taormina.

La novità più interessante per l’Emilia-Romagna arriva da Milano Marittima, dove il MarePineta — che festeggia i suoi primi cent’anni — si prepara a rinnovare completamente la parte a mare, con nuove suite nella Club House del Tennis & Padel. È probabilmente l’unica realtà del territorio che, in prospettiva, potrebbe ambire ai tre Ombrelloni Gold.

A pari merito, sul podio romagnolo, ci sono anche Fantini Club di Cervia e Lido Le Palme di Riccione, due proposte molto diverse tra loro. Il Gruppo Leardini, nella Perla Verde, punta su piscine, idromassaggi, teli mare complimentary, Mini Club e un’impostazione più “resort”, senza ristorante ma con un chiringuito informale. Il Fantini, invece, resta fedele alla sua anima sportiva: sei punti di ristorazione, dal pesce alla pizza del self service, e un’offerta dinamica che parla a un pubblico attivo. A Milano Marittima, la Famiglia Salaroli — che di Bagni se ne intende — propone un’unica ristorazione elegante e curata, capace di sorprendere sia a pranzo che a cena.

Scendendo di un gradino, tra i due Ombrelloni troviamo realtà molto diverse:

a Cattolica, l’AltaMarea Beach Village, un vero “villaggio” con otto bagni in uno, piscine e tre ristoranti;

a Cesenatico, il Marè;
a Marina di Ravenna, il Coco Loco guidato dallo chef Federico Gualtieri,

e il Singita, concept nato nel Lazio e oggi presente anche a Malta, Fregene (tre Ombrelloni) e più recentemente all’Argentario;
a Marina Romea, Aloha Beach e Boca Barranca.

Con un solo Ombrellone, ma con identità ben definite, troviamo:

La Piaggia a Casalborsetti, succursale del Royal Milano Marittima, che meriterebbe un upgrade per il contesto;

55 Beach Marrakech a Lido di Spina, in pieno stile Buddha Bar,

affiancato dalla discoteca Malua 54 con ristorante aperto solo a pranzo;

a Rimini, Plage Turquoise

e Tortuga,

entrambi con ristorazione affidata alla Famiglia Bronzetti, che gestisce anche hotel e il bagno Nettuno (non valutato).

La pizza non manca tra i premiati: a Marina di Ravenna la si trova sia al Singita che all’Hookipa, così come al Casta di Milano Marittima.

Il Papeete, oggi ridimensionato nell’offerta, si trova accanto al Family Hotel all inclusive Miami: la ristorazione è affidata a Spadoni, mentre il Beach Club e il beverage restano in gestione diretta. Risultato: due Ombrelloni in terza traversa, ma non di più.

Diverso il caso del Globus Beach, meno glamour ma con la stessa gestione dell’hotel e lo chef Sergio Crispoldi — storico volto del Teatro di Cervia — ai fornelli: anche qui due Ombrelloni.

Ha guadagnato un Ombrellone il Samsara, trasferito da Gallipoli a Riccione, con discoteca anche la domenica pomeriggio e ristorante al primo piano, aperto solo a pranzo.

Per dovere di cronaca, va citato anche Bagni 45 Maristella a Gabicce: su richiesta, grazie a un tunnel privato che collega la Baia degli Angeli alla spiaggia, arrivano i piatti dello stellato La Gioconda. Un unicum.

Forse la proposta più intrigante tra quelle con un Ombrellone è però il Sarabi di Cervia, aperto nel 2024 da Filippo Castagnoli e Valentina Cereda (Truky). Atmosfera arabeggiante, cura dei dettagli, Chef Domenico D’Addario e una soluzione che farà felici i bagnini: niente più fatica ad aprire e chiudere gli ombrelloni, basta un click sul telecomando.

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Tre nuovi indirizzi Slow Food e una nuova Chiocciola fra le Osterie d’Italia 2026 in Romagna

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Sono tre le novità in Romagna sulla Guida Osteria d’Italia 2026 edita da Slow Food che vanno a contribuire all’elenco dei circa duemila locali recensiti in tutta Italia.

E’ la provincia di Ravenna a primeggiare questa volta con due insegne e che in un certo senso ce l’hanno fatta. Andiamo così a Gambellara, a metà strada sulla Ravegnana verso Forlì, con L’Osteria del Pancotto che apre la sera e la domenica pranzo, escluso d’estate.

Dalla parte opposta invece in direzione Ferrara troviamo Al Gallo ad Alfonsine dove invece l’apertura è, pranzo e cena, per la Trattoria, anche Locanda con ingresso sul lato opposto dell’edificio. Qui vanno forte i Tortelli di Patate alla Verdi che piacevano tanto al Maestro di Busseto. La caratteristica di queste due novità ma anche quella della maggior parte degli indirizzi del volume giallo, è quella di offrire una cucina di terra dove raramente si trovano tracce marine.

A questo proposito dallo scorso anno 2025 è entrato in Guida Cà Anita, che dista pochi km dal confine ravennate con quello ferrarese, e che risulta nel comprensorio di Argenta, questo invece si è specializzato nella cucina di Mare e di Valle, pur mantenendo il prezzo di un pasto completo sotto i 40 euro (due piatti + dolce e vini a parte) nonostante gli ingredienti di lusso come ostriche, crudi, astici, ecc. La specialità resta l’Anguilla sia per il risotto, oppure la fanno ai ferri, in Brodetto “Becco d’Asino” e alla Verza da dicembre a gennaio.

Siamo alla terza novità di quest’anno che si trova nei dintorni di Meldola nel forlivese sulla strada per Teodorano in località Cà di Sisto. Qui da qualche anno si sono trasferiti i mitici gestori de Il Melograno a Forlimpopoli, continuando l’attività di Famiglia de I Tre Faggi, aperto su prenotazione pranzo e cena. Il fiore all’occhiello delle novità 2026 Slow Food resta comunque la Chiocciola a Ossteria! a Savignano sul Rubicone, quindi restiamo in Provincia di Forlì Cesena con questo ulteriore riconoscimento, che va a più di un quinto dei recensiti, ricordando che gli attuali gestori hanno ottenuto pure due spicchi per la loro Pizza.

E visto che ci troviamo nel cesenate, per par condicio come nel ravennate prima, La Saluma a Cesenatico, anche qui apertura pranzo e cena con piatti di pesce nei locali adiacenti il mitico Bistrot, a pochi passi dal Grand Hotel. La formula due antipasti, primo, secondo e dessert cambia tutti i giorni e non è scritta da nessuna parte, viene recitata dal cameriere. Le singole portate costano 14 euro cadauna e il dolce è compreso nel coperto, rientrando così nei parametri dei 3 piatti Slow Food e Bib Gourmand. La Famiglia Della Pasqua, entrata in Guida nel 2021, avverte che si butta giù la Pasta una volta sola e quindi ai ritardatari tocca quella cosiddetta del giorno dopo, ovvero tenuta in caldo e alla piastra, anche se appena preparata. Altra specialità la Pasta mista, creata per i bambini, tutti ghiotti di pasta secca, in questo caso si cucinano separatamente i singoli maccheroni, paccheri, sedani, rigatoni, fusilli, farfalle ecc. La quarta novità di quest’anno 2026, poco fuori la provincia di Ravenna ma si sentono romagnoli, è a Imola La Rosola aperta da poco tempo.

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Camera con Vigna, le Cantine da due a 12 stanze

Chi viaggia alla ricerca di vigneti e cantine desidera vivere esperienze autentiche e di “vero turismo sostenibile”.
L’enoturista che si pone alla ricerca di “quella” cantina quasi certamente non anela a visitarla per essere partecipe di masterclass. Le masterclass, ma anche le degustazioni cattedratiche stanno vivendo una melanconica diminuzione di appeal mentre cresce l’interesse verso i momenti conviviali.
I consumatori più giovani, diciamo Millennials e Gen Z, non sono i wine lover di una volta.
Perché “camera con vigna”, quindi ?
Perché, raccontiamocela così, “dormire in vigna” può divenire esperienza memorabile, posto che avvincenti siano i momenti che hanno preceduto il “prendere sonno” e avvincenti altrettanto lo siano quelli successivi al
risveglio, a partire dalla colazione con prodotti tipici del luogo in questione.

Vincenzo D’Antonio

LOMBARDIA
TOSCA Pontida Bergamo

LANTIERI DE PARATICO Capriolo (Bs)
RICCI CURBASTRO Capriolo (Bs)
LA COSTA La Valletta Brianza (Lc)

RICCHI – FRATELLI STEFANONI Monzambano (Mn)
TENUTA TRAVAGLINO Calvignano (Pv)
PRIME ALTURE WINE RESORT Casteggio (Pv)
PICCOLO BACCO DEI QUARONI Montù Beccaria (Pv)
BOSCO LONGHINO Santa Maria della Versa (Pv)
TENUTA TOVAGLIERI Golasecca (Va)

EMILIA-ROMAGNA
PODERE RIOSTO Pianoro (Bo)

FATTORIA PARADISO Bertinoro (Fc)

ANTICA CORTE PALLAVICINA Polesine Parmense (Pr)
LA SABBIONA Faenza (Ra)

MARCHE
ALESSANDRO MORODER Montacuto (An)
MAROTTI CAMPI Morro d’Alba (An)

FILODIVINO San Marcello (An)
AURORA Offida (Ap)
TENUTA DI TAVIGNANO Cingoli (Mc)

TERRACRUDA Fratte Rosa (Pu)

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Tanto di Cappello ai Consigliati VÆB sulla Guida de l’Espresso 2026

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Consigliati Espresso 2026
Cappello

Lombardia

Cremona
Trattoria Via Vai Ripalta Cremasca
Trattoria dell’Alba Piadena
Osteria del Miglio 2.10 Pieve San Giacomo
Da Bassano Madignano
Caffè La Crepa Isola Dovarese

Milano
Borgia
Bentoteca
Terrazza Palestro

Pellico 3 – Hotel Park Hyatt
Innocenti Evasioni
Il Liberty
Il Baretto

Horto
Dim Sum
DaV
DanielCanzian
A’ Riccione
[Bu:r] di Eugenio Boer

Ceresio 7
Mater Bistrot
Trattoria del Nuovo Macello
Osteria alla Grande
Masuelli San Marco
Osteria L’è Maistess Gaggiano
La Cucina Rho
Antica Trattoria del Gallo Gaggiano

Pavia
Bazzini Canneto Pavese
Prato Gaio Montecalvo Versiggia
Trattoria Guallina Mortara

Emilia Romagna

Piacenza
Bitter Piacenza

Riva Ponte dell’Olio
Osteria del Trentino
Le Proposte Borgonovo Val Tidone
Da Faccini Castell’Arquato
Locanda del Falco Gazzola

Locanda Sensi Rivergaro

L’Ostreria Fratelli Pavesi Podenzano
Castellaccio Rivergaro
Caffè Grande Rivergaro
Antica Trattoria Cattivelli Monticelli d’Ongina

Parma
Officina Alimentare Dedicata
Parma Rottan
Cocchi – Hotel Daniel

Brisla
Antichi Sapori Parma

Podere San Faustino Fidenza
Trattoria Ceriati Salsomaggiore Terme
Trattoria Capelli Lesignano de’ Bagni
Trattoria Campanini Busseto
Osteria di Citerna – Il Galletto Fornovo di Taro
Osteria di Fornio Fidenza
La Buca Polesine Zibello
Locanda del Culatello Soragna
Mariella Calestano
Hostaria da Ivan Roccabianca

Antica Corte Pallavicina Polesine Zibello
Al Vèdel Colorno
Da Vigiòn Corniglio

Reggio Emilia
Caffè Arti e Mestieri
Osteria in Scandiano Scandiano
Da Massimo Rubiera

D’Amatosteria Scandiano

Modena
Zoello Castelvetro di Modena
Trattoria Pomposa al Re gras
Trattoria Ermes
Trattoria Aldina
Franceschetta58

Hosteria Giusti
Trattoria Entrà Finale Emilia
Il Cantacuccon Zocca
Hotel San Rocco Sestola
Foresteria Cavicchioli San Prospero
Osteria Secchia Concordia sulla Secchia
Il Grano di Pepe Ravarino

Bologna
Grassilli
All’Osteria

Al Cambio

Casa Mazzucchelli Sasso Marconi

Nuova Roma Sasso Marconi
Agostino Iacobucci Castel Maggiore
Taverna del Cuore Crevalcore

Bottega Aleotti Crevalcore
Trattoria del Borgo Valsamoggia

Ferrara
Le Occare Portomaggiore
La Chiocciola Portomaggiore
Al Cantinon Comacchio

Ravenna
Alexander
CaMì Savio

Al Porto Cervia

Forlì Cesena
Veranda Cesenatico

Paolo Teverini – Hotel Tosco Romagnolo Bagno di Romagna
Maré Cesenatico
Bistrot DiVino – Borgo Condé Wine-Resort Predappio
Anna Forlimpopoli
La Campanara Galeata
Osteria Michiletta Cesena
Tracina Cesenatico

Rimini

Quartopiano
Guido Miramare di Rimini
Sol y Mar Riccione
Piastrino Pennabilli
La Pedrosa Montefiore Conca
Vite Coriano

La Sangiovesa Santarcangelo di Romagna

Marche
Polo Pesaro

Marino Pesaro
Da Gennaro Pesaro

Portanova Urbino
Amici miei Urbino
Foraging Lucio Pompili Colli al Metauro

Cile’s Fano
Almare Fano

Ancona

Marcello Ancona
Marchese del Grillo Fabriano
L’Officina Sirolo
GastroBi Loreto

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Questi i Vini di Romagna che piacciono ai World 50 Best

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Questa volta la Romagna primeggia a livello internazionale e lo fa addirittura con due vini e con un’Azienda che ha sede nel centro di Ravenna ma con uve provenienti da Riolo Terme a ridosso della Vena del Gesso. La particolarità sta nell’affinamento di 12 mesi sott’acqua a trenta metri di profondità nel relitto della piattaforma Paguro. I vini giudicati da una trentina di Sommeliers et Sommelières dei migliori ristoranti del Mondo, compreso il Seven Luxury (3 Stelle 3 Chiavi e Stella Verde) Single Threads in Napa Valley, California, in questo caso arrivano dal molto lontano nel tempo.

Al largo della Marina di Ravenna nel dopoguerra la piattaforma del Paguro fu utilizzata da Agip per delle perforazioni. A causa di un incidente questa si inabissò in fondo al mare nel 1965 e la zona divenne di “tutela biologica”. Nel 2008 in una chiaccherata con Tonino Guerra riguardante il movimento “Il Lavoro dei Contadini”, Gianluca Grilli ne viene al corrente e decide di costruirci sopra la Cantina.

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Enoturismo di Lusso in Romagna? Predappio

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Predappio Top a livello nazionale con i suoi vini ma anche con i suoi Ristoranti e Wine Relais. Ecco i primi che dall’altro lato dell’Appennino, come in Toscana, stanno cavalcando la scena dell’enoturismo con risultati concreti nelle guide ma anche considerazione da altre Regioni. La conferma arriva dall’Espresso 2026 pubblicata da poco anche online, un nuovo Cappello sarebbe andato al recente progetto di “Bistrot DiVino” presso Borgo Condè in quel di Fiumana. L’unica nuova entrata in Provincia fra i 300 Consigliati italiani. La notizia è stata appena festeggiata in occasione del sessantesimo compleanno di Fabio Giacomini (fact totum), fuori Porta, dove era riunito buona parte dello staff dell’intero Resort compresa Chiara Condello, vigneronne del vino Le Lucciole, un Sangiovese in purezza già noto 3 Bicchieri. Buona la torta preparata dalla Pasticciera dell’Osteria, l’altro ristorante della tenuta, Pan di Spagna e Chantilly. La prossima settimana riaprirà il ristorante appena premiato, che oltre a coccolare gli alloggiati è aperto anche agli esterni, questo dopo la pausa invernale.

Sempre al femminile dall’altra parte della provinciale del Rabbi, il fiume che nasce in Toscana ma sfocia in Romagna, Noelia Ricci produce un altro 3 Bicchieri non proprio di nicchia. Anche qui l’offerta dei Casali sta aumentando andando ad aggiungersi alla Villa dalle 100 finestre nota come Pandolfa e appartenuta ai Marchesi Albicini. Emozionante fare un giro fra i vigneti con la 4×4 o trattore, in attesa di altre novità. 
Completa il tutto a Rocca delle Caminate l’Osteria Bartonga con la nuova entrata direttamente con 2 Gamberi 2026 per l’ex vigneron Roberto Celli.  

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Sushi 2026, solo due e tre Bacchette in Romagna

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Che il Sushi sia diffusissimo e popolare fra tutte le fasce d’età da 0 a 96 non fa più notizia come del resto le bacchette, unite alle posate, oramai facciano parte della mise en place. Insomma sarà capitato anche a voi di notarle aggiunte anche nelle trattorie più tipiche italiane. C’è pure la guida di questi locali, votati perlopiù al mondo marino e fluviale. Questo per un accordo volto ad alleviare l’esubero di salmoni nei mari del nord, fra Giappone e i paesi Scandinavi, se ci trovate pure il salmone. In realtà la qualità nipponica si suddivide equamente fra carni e pesci, mettendoci anche il vegetale.

E in Romagna siamo al top anche in questo, sia che si tratti del massimo livello ma anche partendo in un certo senso dal basso, con uno dei pochissimi “Non solo Sushi” nazionali come epilogo. La new entry che ha stupito i forlivesi, che in parte già lo sapevano della qualità, è J Soul Anima Giapponese in corso Diaz, nella ex sede della Pallavolo locale dei tempi d’oro, dove ora si cucina o si assemblano Onigiri, Nigiri, Chirashi, Uramaki, Temaki, ecc. I protagonisti di questo take away con tavoli e sedie, sono un forlivese doc e la moglie sposata in Australia nata a Nagano, in pieno stile panasian, Mario Gavelli e Obinata Mie. Non mancano Sake e vini, per il gelato basta chiedere un Mochi. Il laboratorio è ricavato da una delle sale di Palazzo dalle Vacche, tutelato dalle Belle Arti, con soffitto affrescato. Adiacente un’altra sala meno dipinta ma accogliente con ampi tavoli. Aperto pranzo e cena. Altra novità, quella dei restanti Sushi e Omakase, non più solo con l’indirizzo e recensione e in alcuni casi tre bacchette. Ora dall’edizione 2026 anche i due e una bacchetta.

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Cosa bolle in Romagna nella Caffettiera?

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Distinguiamo innanzitutto i bar celebrati dai 50 Best, dove si sorseggiano i migliori cocktail al mondo – e dove c’è anche un po’ di Romagna grazie allo chef stellato Enrico Croatti che, non profeta in patria, guida a Milano la cucina del miglior bartender italiano in classifica, il Moebius – da quelli dove invece, la mattina, si va semplicemente a prendere il caffè.

A questi si aggiungono le torrefazioni che, a loro volta, hanno il proprio coffee shop dove gustare un espresso al volo, come piace a noi italiani. All’estero ci riconoscono subito: entriamo in un locale e non ci sediamo.

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