Cracco profeta in Patria, Cerea al top Mondiale e Bottura fuori dal podio resta nella Hall of Fame
È stata appena pubblicata La Liste dei migliori ristoranti al mondo, la classifica costruita attraverso un algoritmo voluto – e finanziato – dal Governo francese. Un dettaglio non da poco, perché questo sistema, a differenza dei 50 Best, tende a premiare i ristoranti più classici, quelli che resistono nel tempo e continuano a “tenere botta” nonostante i cambi di mode gastronomiche.
Questa sorta di intelligenza artificiale applicata agli chef, pur basandosi sulle principali guide e riviste internazionali, sembra però ignorare ciò che in Italia è accaduto a fine 2025. Lo si capisce subito osservando la posizione di Carlo Cracco: ultimo nella nuova graduatoria. Un paradosso, se si considera che, nonostante oggi abbia una sola stella Michelin, i punteggi altissimi ottenuti su Espresso e Gambero Rosso portano il suo ristorante in Galleria a Milano davanti a diversi tre stelle, quando si fa la media complessiva.
Guardando invece alla nostra area geografica, e considerando la sola Via Emilia fino ad Ancona, il primo gradino poliregionale vede Bottura e Uliassi appaiati. A livello nazionale vengono superati soltanto da Da Vittorio, primo al mondo secondo La Liste, e poi da Niederkofler e Alajmo, rispettivamente secondo e terzo a livello globale.
La terza posizione italiana è condivisa da Nadia e Giovanni Santini e da Cannavacciuolo, mentre in quarta entra Mellino. Una presenza che ricorda come la classifica si basi su dati dell’anno precedente, dato che Quattro Passi non ha riaperto da ottobre scorso.
Restando sulla Via Emilia, il podio si completa con Cedroni e Bartolini, che staccano nettamente Guida. In quinta posizione, molto più distanziato, compare Aimo e Nadia.
La Romagna può esultare con Faccani, che si colloca in sesta posizione, dove trova spazio anche un altro marchigiano: Recanati. Seguono Gorini e Di Fabio, a pari merito.
In ottava posizione compaiono Mascia/Marcattilli e i Capitaneo, mentre più staccato si trova Berton, che poi va a formare un gruppo con Cracco.


