Sono arrivati i Glass di Wine Spectator ai Risotoranti

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Ogni anno, accanto alla celebre selezione dei vini, Wine Spectator aggiorna anche la mappa dei ristoranti e dei bar che custodiscono cantine di pregio, carte curate e un servizio del vino all’altezza delle grandi tavole internazionali. È un osservatorio privilegiato, che spesso coincide con le città più turistiche, dove però – come si sa – non sempre il viaggio vale solo per il cibo. Il vino, in questi casi, diventa la vera destinazione.

Sul tratto che da Milano scende verso Ancona, a primeggiare con il Grand Award è ancora una volta Cracco, sempre più legato alla Romagna, che dal 2019 mantiene saldi i suoi 3 Glass. Nel capoluogo lombardo resistono anche Langosteria e Seta, il due stelle Michelin, entrambi con 2 Glass dal 2020.

Scendendo verso la costa, al confine tra Romagna e Marche, brilla la conferma del Best of Award of Excellence a Dalla Gioconda di Gabicce Monte, che dal 2023 divideva il riconoscimento con Zelo di Milano. L’edizione 2024 ha portato nuove entrate: in Emilia è arrivato l’altro locale dei Bizzarri, l’Osteria del Viandante a Rubiera;

in Romagna, questa volta piena, si è aggiunto il Ristorante del Lago ad Acquapartita, nell’Alto Savio.

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I Ristoranti del Vino by Wine Spectator

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3 Glass
Grand Award

dal 2019
Ristorante Cracco Milano

2 Glass
Best of Award of Excellence

dal 2020
Langosteria Milano
Seta Milan

dal 2023
Dalla Gioconda Gabicce Monte (Ps)
Zelo Milano

dal 2024
Affinatore Milano
Osteria del Viandante Rubiera (Re)
Ristorante Del Lago Bagno di Romagna (Fc)

dal 2025
Tuya Milano

dal 2026
Al Baretto Sant’Ambrogio Milano

Glass
Award of Excellence

dal 2013
Barbacoa Churrascaria Milano

dal 2022
STK Milano

dal 2026
Dulcisinfundo San Gimignano (Si)
San Baylon Roma

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Milano in testa fra i tostatori di caffé in Italia e del Mondo

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Il mondo del caffè è un universo infinito e variegato: dai tostatori storici ai loro coffee shop che resistono nel tempo, dalle manifestazioni fieristiche che animano ogni angolo del pianeta alle classifiche che, puntuali, si aggiornano e ridisegnano la geografia del gusto. Ora tocca agli europei, che ritoccano parte della situazione mondiale nella Top 100 Coffee Shops Europe.

In testa troviamo la Norvegia, seguita dall’Austria, mentre al terzo posto spunta sorprendentemente la Germania, relegando la Francia al quarto. Avanza l’Irlanda, ora quinta, poi il Regno Unito al sesto posto, mentre l’Italia si ferma al settimo. Precipita la Spagna di Hola Coffee, che scivola all’ottavo posto, seguita dalla Turchia e dalla Danimarca, rispettivamente nona e decima.

Detta così, la classifica sembra solo una sequenza di numeri. Ma se pensiamo che il nostro amato caffè venga giudicato migliore in Scandinavia, la notizia non scivola via così facilmente, soprattutto per noi patrioti del chicco. L’Italia, che fino a poco tempo fa contava appena due presenze europee (assieme al resto del mondo al di fuori dell’Europa), oggi può vantare quattro insegne: oltre a Faro Roma e Ditta Artigianale Firenze, si aggiungono Bugan Coffee, con sedi tra Milano e Bergamo Alta, e il nuovo Ditta Artigianale Milano, che con la sua apertura meneghina ha sbaragliato tutti i connazionali.

Guardando solo i primi dieci europei, la Spagna riesce persino a fare il bis con Barcellona e Madrid, confermando un fermento che, nonostante la flessione, resta vivace.

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Anche il Gelato ha una classifica di soli 100 d’Italia curata da Dissapore

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La rivoluzione fredda dell’estate 2026: tra coni da passeggio e sogni di stelle

L’estate 2026 verrà ricordata senza dubbio per il caldo opprimente, ma anche per una mezza rivoluzione nel mondo del sottozero. Per la prima volta, la Guida alle Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso ha abbandonato la sua storica presentazione invernale di gennaio per abbracciare il sole di giugno, proprio mentre la classifica di Dissapore — in un incrocio che ricalca quanto già visto nel mondo delle pizze con i 50 Top — rimane salda sulle sue posizioni, sovrapponendosi e dialogando con i verdetti ufficiali.C’è però una premessa necessaria da fare. Entrambe le pubblicazioni si concentrano quasi esclusivamente sul gelato da passeggio e da asporto. Celebrano, insomma, lo Street Food fatto di coni veloci e mastelline consumate sul bagnasciuga o sotto i portici. Ma se provassimo ad alzare lo sguardo? La migliore gelateria possibile dovrebbe essere concepita come un grande ristorante: un luogo di sosta dove il gelato si apprezza in grandi calici di vetro, accompagnato da granaglie fini, sciroppi sartoriali, spirits selezionati, biscotti croccanti e frutta fresca. Un’esperienza con servizio al tavolo distanziato, camerieri in sala e, perché no, l’ambizione di agguantare le stelle Michelin. All’estero, in fondo, sta già accadendo, con percorsi degustazione interamente dedicati all’Ice Cream a più portate.

In Italia, invece, non solo non esistono le “3 Coppe” per il servizio al tavolo, ma la Romagna si ritrova persino a bocca asciutta, senza nessun ambito “3 Coni”. Eppure, sebbene si debba stendere un velo pietoso sulla terra che ospita il Sigep, una “tripla” ce l’abbiamo già, e batte bandiera nella provincia di Ravenna.

Il podio della Via Emilia e la sfida sabauda

A guardare i dati complessivi, Lombardia ed Emilia-Romagna si confermano al top in Italia per numero di tre Coni, ma sono Parma e Fidenza a prendersi la scena e a piazzarsi subito sul podio. Il numero uno indiscusso rimane stazionario ed è Ciacco, anche se i tre Coni, attualmente, li detiene solo per la sede di Milano. Subito dietro, in seconda posizione, brilla un altro capolavoro emiliano: Magritte a Fidenza, solido tre Coni. Per trovare il terzo gradino del podio dobbiamo spostarci in Piemonte – altra regione che fa incetta di tre Coni – dove Papadele a Torino mette a segno una scalata importante, risalendo dalla sesta posizione. Questa fotografia della “gelatosità” nazionale mette d’accordo tutti, persino Dissapore che, fedele al proprio nome, ha sempre qualcosa da ridire sui giudizi ufficiali.

Grandi balzi e scivoloni: la top ten del 2026

Subito fuori dal podio, la geografia del freddo si sposta in Puglia: al quarto posto troviamo Peschici, che festeggia un sonoro +3 in classifica. Compie il percorso inverso, invece, lo storico Liparoti in Sicilia – diviso tra Trapani ed Erice, che scivola in quinta posizione perdendo due posti. Per incontrare la Lombardia bisogna attendere la sesta piazza con Prossima Fermata a Milano, un due Coni capace di guadagnare anche due posizioni rispetto al passato. La vera sorpresa dell’anno arriva però alla settima posizione ed è marchigiana: il tre Coni Quattrini, con le sue sedi di Falconara Marittima e Sirolo, mette a segno un volo pazzesco dalla posizione numero 32. L’Emilia felix torna a ruggire all’ottavo posto con la Cremeria Capolinea di Reggio Emilia, che riconferma i suoi tre Coni compiendo un balzo monumentale dalla trentacinquesima posizione. Subito dietro, al nono posto, si posiziona Pallini (diviso tra Seregno e Verano Brianza), che guadagna un punto rispetto al 2025. Chiude la Top Ten un altro presidio di Parma, Al Polo: attualmente due Coni, ma protagonista di un ottimo recupero dalla tredicesima posizione.

Dalla New Entry più alta ai capitomboli della classifica

Scorrendo le posizioni, la mappa si fa fitta di storie e di destini incrociati. Milano si riprende la scena alla tredicesima posizione con GnomoGelato, che perde un solo colpo (-1). Nelle Marche, le gerarchie interne si ribaltano: il leggendario Paolo Brunelli a Senigallia si posiziona al ventesimo posto, accusando un pesante -11 e subendo il sorpasso da parte di Quattrini già detto. Poco più giù troviamo Artico a Milano alla ventottesima posizione (-13). Alla posizione trentuno si materializza la new entry più alta dell’anno: è Vero, insegna condivisa tra Milano, Bologna e Verona. Subito dietro, al trentaduesimo posto, spunta un’altra novità assoluta, Supernatural a Bologna. Continuando a scorrere la classifica, incontriamo l’ottimo upgrade di Unika Cremeria a Crema, che sale alla posizione sessantuno (+6), mentre le Marche registrano la flessione di Gelati Radicali ad Ancona, che scivola alla sessantacinquesima (-14) e di Makì a Fano, che accusa un colpo durissimo scendendo alla sessantanove (-40). Il finale di classifica è un fermento di novità e clamorose cadute. Al settantaduesimo posto debutta come nuova entrata Congelato a Reggiolo, seguito all’ottantunesimo da Sablé a Bologna. Ma il vero dramma sportivo della guida si consuma alla novantottesima posizione: la celebre Cremeria Santo Stefano di Bologna subisce un vero e proprio capitombolo di ben 76 posizioni, precipitando dal ventiduesimo posto dello scorso anno. A chiudere la top 100, in novantanovesima posizione, c’è l’ultimo nuovo ingresso dell’anno: Il Gelato di Juri a Pesaro, a dimostrazione che le Marche, nel bene e nel male, restano una delle regioni più vive del panorama italiano.

Non è finita a fronte delle novità 2026 escono, inevitabile, oltre una ventina e fra questi nomi illustri del Mondo Gelato. Primo fra tutti Dondoli che a San Gimignano ha creato pure un’Università sul tema ma in effetti la somministrazione alla notevole pressione turistica in pieno centro non proprio all’altezza, nonostante sia un veterano dei tre Coni. Da due Sbrino in classifica l’anno passato è rimasto quello di Firenze ex 48 ora 97, con i suoi vari punti vendita e ristoranti Podere 39. Per quello di Ravenna di altra proprietà, ex 65, quest’anno niente da fare e quindi Romagna assente anche se un posto ci sarebbe… anche con asporto oltre che servizio al tavolo.

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Il Sogno del Mare si avvera al Mazzanti 4 stelle & Beach Milano Marittima

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Continua la nostra esplorazione degli hotel a quattro stelle dove gli chef rinunciano alle Michelin, ma non ai numeri né alla qualità. Chiamateli pure Hotels Gourmet. Oggi è il turno di Giuseppe Cortelli, chef dell’Hotel Mazzanti, situato all’inizio delle traverse di Milano Marittima, che nel sabato della Notte Rosa ha dato piena prova della sua cucina a 360 gradi.

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Ecco la classifica delle Gelaterie 2026 Dissapore

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L’estate 2026 verrà ricordata non solo per il caldo eccezionale, ma anche per il Gelato. Un dettaglio non da poco: la Guida alle Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso, tradizionalmente presentata in inverno, ha spostato il suo debutto da gennaio a giugno, mentre la classifica di Dissapore – come già accaduto nel mondo della pizza con i 50 Top – resta stabile e perfettamente sovrapponibile.

Va chiarito subito un punto: entrambe le pubblicazioni si concentrano soprattutto sulle gelaterie da passeggio, quelle dello street food, dove il cono è protagonista assoluto. Ma se volessimo immaginare la “migliore gelateria” come l’equivalente di un ristorante stellato, allora dovremmo parlare di un luogo dove il gelato si gusta seduti, con servizio al tavolo, distanze adeguate e – perché no – un sistema di “stelle” dedicato. All’estero qualcuno ci sta già pensando: percorsi degustazione a più portate interamente dedicati all’ice cream.

Eppure, mentre in Romagna non compaiono i tre Coni e in Italia non esistono ancora le tre Coppe, una tripla coppa – metaforica ma meritata – possiamo comunque rivendicarla: è in provincia di Ravenna.

Sulla terra del Sigep, invece, meglio stendere un velo pietoso e concentrarsi su ciò che è stato pubblicato, perché le classifiche celebrano molte località, da Milano all’Adriatico.

Lombardia ed Emilia guidano l’Italia per numero di tre Coni, ma sono Parma e Fidenza a salire subito sul podio. Il numero uno, Ciacco, oggi detiene i tre Coni solo per la sede di Milano; segue Magritte di Fidenza, anch’essa premiata con tre Coni, mentre al terzo posto si piazza Torino con Papadele, in Piemonte, regione che vanta il maggior numero di gelaterie al vertice del piedistallo.

Già con queste prime posizioni la “gelatosità” nazionale trova conferma anche in Dissapore, che – come suggerisce il nome – qualcosa da ridire ce l’ha sempre.

Si scende poi in Puglia, con Peschici, e in quinta posizione troviamo Liparoti in Sicilia, presente sia a Trapani che a Erice. La Lombardia entra in scena solo al sesto posto con Prossima Fermata, premiata con due Coni e ricordiamo che la sola Milano ne avrebbe anche sette con tre . Al settimo posto compaiono le Marche con il tre Coni Quattrini, presente a Falconara Marittima e Sirolo, che avrebbe avuto la meglio.

A questo punto la Via Emilia può dirsi soddisfatta, anche se la Romagna continua a non essere considerata “un Paese da Gelato”, cosa che proprio non va giù. L’Emilia prosegue comunque spedita: all’ottavo posto c’è Cremeria Capolinea di Reggio Emilia, fresca di riconferma dei tre Coni; assieme al nono di Pallini, tra Seregno e Verano Brianza. Chiude la Top Ten ancora Parma, con Al Polo, attualmente premiata con due Coni.

La classifica prosegue coi tre Coni GnomoGelato a Milano alla tredicesima posizione; Paolo Brunelli di Senigallia al ventesimo posto, secondo marchigiano in elenco; altro tre Coni Artico Milano al ventottesimo; gli inditi su Gambero Vero tra Milano, Bologna e Verona al trentunesimo; Supernatural Bologna al trentaduesimo; i due Coni Unika Cremeria Crema al sessantunesimo; Gelati Radicali Ancona al sessantacinquesimo; Makì Fano al sessantanovesimo; Idem Congelato Reggiolo al settantaduesimo u solo Cono; Sablé Bologna all’ottantunesimo due Coni e Premio Gelateria Emergente 2026; Cremeria Santo Stefano Bologna al novantottesimo altre Coni storico; Il Gelato di Juri Pesaro al novantanovesimo inedito sul Gambero.

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L’ex Chef del Caminetto Mi.Ma. resta in Romagna

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È durata appena una stagione con la nuova gestione di Al Caminetto a Milano Marittima: un passaggio di consegne che aveva visto Franco, storico patron, restare per un ultimo anno accanto ai nuovi investitori, gli stessi che presto inaugureranno locali a New York, Miami e Dubai.

Elio Crociani decano dell’editoria e giornalista di lifestyle in generale ha saputo del cambio.

In cucina ora possiamo dire che c’era Pino Nestola, figura simbolo della ristorazione cittadina: trent’anni ai fornelli di Milano Marittima, arrivato dopo il celebre incendio del ’93 che aveva costretto l’iconico Caminetto a trasferirsi altrove negli anni Novanta, per poi tornare vicino alla sede storica dove si trova tuttora. Prima al fianco di Alberto Malpezzi, poi – dal 2021 – solo al comando della brigata.

Il cuoco salentino, ormai romagnolo d’adozione, non ha voluto lasciare quella che considera la sua nuova patria gastronomica. Più che seguire il progetto internazionale, ha preferito replicare il proprio stile a pochi chilometri di distanza. Così, lo scorso marzo, si è spostato a Lido di Savio, dove la famiglia Falcone, dopo il primo locale Retrò aperto a nord di Milano Marittima, ha deciso quest’anno di affiancargli anche lo stabilimento balneare all’altezza di via Modigliana.

Una scelta coerente: la cucina di Retrò è perfettamente in linea con quella del decano, la stessa che ha conquistato anche Giacobazzi, attore e comico noto su Netflix. La formula resta immutata: ristorante di pesce, l’immancabile pizza in tutte le versioni – dai prezzi variabili alla proposta dell’Amicizia, con gusti a scelta e prezzo fisso da condividere – e una selezione di piatti di terra che completa l’offerta.

Con la spiaggia a disposizione, gli chalet diventano inoltre lo scenario ideale per feste ed eventi numerosi, ampliando ulteriormente la vocazione conviviale del progetto.

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CucinaMare celebra le località del cesenate per tutte le tasche

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Cesenatico si conferma la capitale incontrastata dei ristoranti stellati in Romagna, ma rivela anche una sorprendente costellazione di ottimi indirizzi in riva al mare, incastonati tra un Beach Club e l’altro. È il caso di Teresina dal 1958, locale storico che avrebbe meritato un posto nella Guida dedicata ai ristoranti “sulla sabbia”, quelli senza neppure una strada a separarli dal mare. A raccontarcelo è Elio Crociani, decano dell’editoria gastronomica e fine conoscitore dei posizionamenti nelle guide più autorevoli.

Siamo in Viale Trento, tra il Bagno 37 e il 38: si accede direttamente dal parcheggio, dove un dehors introduce al ristorante interno, climatizzato, da cui si osserva la spiaggia come se fosse un film, senza essere visti. A mezzogiorno, tutto l’anno, va in scena il “pranzetto”: due piatti della Cuoca e un calice di vino a 22 euro. L’app gratuita CucinaMare lo segnala insieme al Maré e a La Spiaggia, due indirizzi che permettono di entrare e uscire dallo stabilimento in totale libertà, anche in costume, sia a pranzo sia a cena.

Spostandosi verso nord, merita una menzione il più “cool” di tutti: Armony, tra Tagliata e Pinarella, dove la cucina utilizza prodotti locali ma con un respiro dichiaratamente maghreb, come riporta la recensione.

A sud, invece, il gioco si fa più serio con un altro stabilimento: Alvaro 19. Qui, solo a pranzo, apre il ristorante Mare in Pentola, guidato dallo chef Alessandro Spinelli. Siamo a Gatteo Mare, località celebre per aver dato i natali a Raoul Casadei. Per raggiungere il suo Ciao Mare, anch’esso selezionato dalla guida, bastano pochi passi: si attraversa il Rubicone e ci si ritrova in quel piccolo lembo di Savignano affacciato sul porto canale. Nel locale gestito da Carolina, figlia del Re del Liscio, a pranzo si servono pizze come light lunch, mentre la sera il menu vira sul pesce e sui piatti romagnoli di terra.

Restando sul mare, impossibile non citare il celebre Onda Blu a San Mauro, aperto tutto l’anno e situato a ridosso dei Bagni Elio. Poco distante dal confine con Rimini si trova invece il più salutare di tutti: Belaburdela, dove la cheffe Chiara Cenci applica la fermentazione a gran parte dei prodotti in carta.

Da Bellaria, per ora, non arrivano segnalazioni rilevanti, fatta eccezione per la Gelateria Mussoni: appena entrata, unica in Romagna, nella Guida 2027 del Gambero Rosso tra le Gelaterie d’Italia con un Cono. Vale davvero la pena allontanarsi un attimo dalla movida per raggiungere questo indirizzo un po’ defilato del porto canale, dove il gelato si fa ancora con la storica Cattabriga.

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Il Gambero Rosso spegne quaranta candeline e inaugura già la stagione delle Guide 2027

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Tra le prime a tornare sugli scaffali – e online – c’è la Guida alle Gelaterie d’Italia, che aveva saltato l’edizione 2026, rompendo una tradizione consolidata: fin dalla prima uscita, infatti, veniva presentata ogni anno al Sigep di Rimini, a fine gennaio. Sei mesi di silenzio, poi il ritorno: cartacea, digitale, e con il consueto sistema dei 1, 2 e 3 Coni assegnati ai migliori gelati e ai migliori gelatieri del Paese.

In Romagna le novità sono poche ma significative: tre nuovi ingressi, con due Coni a Savignano sul Rubicone, con uno a Bellaria e Imola, entrambi anche come località per la prima volta in guida.

Nel ravennate si confermano con due Coni Sbrino e Peace & Cream di Faenza; nel forlivese resiste Gelatomania. Nel riminese, sempre a quota due Coni, viene riconfermato Ciò Gelato di Riccione.

Nessun tre Coni in Romagna, almeno per ora, ma la pattuglia dei locali con un Cono resta vivace: Burrocacao a Imola, Gelati Allegri a Cervia, Leoni a Cesena, Freddino a Forlì, Il Castello e Biologica Santa Colomba a Rimini, Cremeria Mussoni a Bellaria e Gelati Cortese a Riccione che inspiegabilmente dal debutto con due Coni dello scorso anno 2025 è appena passato ad uno solo, nonostante ci siano state delle notevoli migliorie negli ultimi mesi che a questo potranno essere valutate sull’edizione 2028.

Allargando lo sguardo lungo la SS9, da Milano ad Ancona, spunta una novità di peso: un nuovo tre Coni a Porto Recanati, pochi chilometri dopo il confine con Macerata. La promozione è andata a Biancamenta, che entra così nel club dei 77 triplo Cono nazionali.

Sul fronte regionale, la Lombardia si conferma la locomotiva del gelato d’autore con 13 tre Coni, cinque dei quali concentrati nella sola Milano. Seguono il Piemonte con 10 e – sorpresa per molti – l’Emilia, che ne piazza ben nove.

Emilia stazionaria senza novità a tre Coni ma nuovi “doppi” con Al Polo Parma e La Carapina Reggio Emilia, da zero a due. Più folto il parterre dei nuovi con un solo Cono a Bologna Matteo De Simoni Attidune Gelato, Busseto Sorbetteria, Fiorano Modenese Lorenzo Gelato & Dessert, Imola Burrocacao, Piacenza Pagani, Reggiolo Idem Congelato e Da Teo a Sorbolo.

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Gelaterie d’Italia 2027 Gambero Rosso

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new 3 Coni 2027
Biancamenta Porto Recanati (Mc)

new 2 Coni 2027
Al Polo Gelato Pensato Parma +2
La Carapina Reggio Emilia +2
Gelateria del Borgo San Rocco Savignano sul Rubicone +2

new Cono 2027
Cremeria Mussoni Bellaria (Rn) +1
Matteo De Simoni Attitudine Gelato Bologna +1
Sorbetteria Busseto (Pr) +1
Lorenzo – Gelato & Dessert Fiorano Modenese (Mo) +1
Burrocacao Imola (Bo) +1
Gelateria Pagani Piacenza +1
Idem Congelato Reggiolo (Re) +1
Da Teo Sorbolo (Pr) +1

3 Coni 2027

Bologna
Maritozzi e Gelato di Barbara e Renato
Cremeria Santo Stefano
Cremeria Scirocco
Stefino

Ferrara
Il Teatro del Gelato Sant’Agostino

Modena
Bloom

Reggio Emilia
Cremeria Capolinea

Parma
Magritte – Gelati al Cubo Fidenza
Sanelli Salsomaggiore Terme
Premio speciale Gambero Rosso 40 anni Corrado Sanelli

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