Qualche Hotels in Romagna è entrato nel Gotha
Sulla Via Emilia, attraversando la Romagna, ci si imbatte in una costellazione di indirizzi che guardano con una certa trepidazione alla nuova geografia dell’ospitalità firmata Michelin Hotels. Alcuni di questi attendono ancora la promozione alla celebre Chiave, un riconoscimento che in Regione, finora, è stato concesso soltanto a Casa Maria Luigia di Modena, la dimora di Massimo Bottura, che ne ha conquistate addirittura tre in un colpo solo. Per trovare un altro “uno-due-tre” bisogna spingersi fino a Venezia.
L’Umbria non è da meno, con una sorprendente concentrazione di strutture nel comprensorio di Umbertide, mentre Firenze festeggia la recente promozione del Four Seasons ai Giardini della Gherardesca, anch’esso entrato nel club dei “tre”.
In Romagna, invece, ci si deve accontentare — si fa per dire — della sola segnalazione. A Milano Marittima spicca l’unico cinque stelle lusso della località, il Waldorf in Settima Traversa, affiancato dal più semplice ma solido “cinque” Premiére e dal 4*S Le Palme, con spiaggia privata e tutto ciò che ruota attorno alla storica famiglia Astolfi. Nessuna menzione, per ora, per gli altri cinque stelle della zona — MarePineta, Palace, Bovelacci — nonostante facciano di Mi.Ma una delle località con la più alta densità di hotel di lusso pro capite. Ma qui non si parla di stelle assegnate dall’assessore al Turismo: la partita è un’altra.
Dalla provincia di Ravenna si scende verso Rimini, dove l’i-Suite mantiene salda la propria segnalazione Michelin, mentre il Grand Hotel — quello della memoria felliniana — resta fuori dai radar. A Riccione resiste The Box, a Cattolica il Carducci 76 di Massimo, fratello di Alba Ferretti, e a Pesaro l’Excelsior: tutti “dei nostri”, tutti con menzione.
E poi c’è la novità più intrigante degli ultimi mesi, in provincia di Forlì-Cesena, legata a doppio filo anche al Football Club locale. Il Monty Banks — nome d’arte del ballerino, attore e regista Mario Bianchi, nato a Cesena prima del secolo scorso — volle quella villa per sé. Oggi Michele Manuzzi e la moglie l’hanno riportata alla vita trasformandola in un raffinato relais, un omaggio alla storia e al cinema.
Superato il Rubicone, si entra in Emilia. A Bologna, in pieno centro, il 4*S I Portici continua a brillare, forte anche della stella Michelin del suo ristorante. Poco distante, l’ex Baglioni mantiene il suo fascino, mentre a Minerbio — località che fu stellata ai tempi di Minarelli, prima dell’avventura di Osteria Bottega in città — si trova il delizioso Elizabeth Country House, parte di una piccola collezione di alberghi distribuiti tra le calli veneziane e via del Corso a Roma.
