La Romagna alla conquista del mercato dei vini di lingua tedesca, l’Emilia sbanca col Lambrusco, Marche coi Rossi

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La Romagna si ritaglia uno spazio di assoluto rilievo nella guida Falstaff Vini 2027, riferimento per i mercati di lingua tedesca di Germania, Austria e Svizzera. Sono infatti otto le aziende romagnole selezionate dalla prestigiosa pubblicazione, per un totale di 39 etichette recensite tra diverse annate e tipologie.

A guidare la pattuglia sub-regionale è Drei Donà Tenuta La Palazza di Forlì, autentica protagonista sia tra i rossi sia tra i bianchi. Il punteggio più alto assegnato in Romagna va infatti al Vigna del Pruno Riserva Romagna Sangiovese Doc 2021, che raggiunge quota 94/100, risultando il miglior vino emiliano-romagnolo della guida. La cantina forlivese si distingue anche nella categoria dei bianchi grazie a Il Tornese Le Origini Chardonnay, premiato con 93 punti nelle versioni 2023 e 2022.

Alle sue spalle, con 92 punti, emerge una presenza ancora poco conosciuta nelle principali guide enologiche nazionali ma che gode della benedizione di James Sukling internazionale: Amaracmand di Sorrivoli, nel territorio cesenate, che si mette in evidenza con un Metodo Charmat Brut Nature 2023 ottenuto da uve Bombino. Lo stesso punteggio viene attribuito anche al Costa di Rose 2023 di Umberto Cesari, storica realtà di Castel San Pietro Terme, nel Bolognese che produce anche l’incrocio Merlese da Merlot e Sangiovese.

Scendendo a 91 punti, la graduatoria si arricchisce di nomi e stili differenti. Tra questi figura il Totma Pinot Nero 2023 della Tenuta Biodinamica Mara, mentre Poderi dal Nespoli, azienda di proprietà del gruppo Mondodelvino con sede a Cusercoli e Forlì, ottiene lo stesso riconoscimento con due vini: il Campodora Albana Secco 2023 e l’Orange Wine 2023 da uve Trebbiano e Pinot Bianco. Sempre con 91 punti si segnala anche la Rebola 2022 di Enio Ottaviani, tra le etichette più rappresentative del territorio riminese.

Con 90 punti invece nella guida Trerè, azienda situata tra Faenza e Castel Bolognese, grazie al rosato Tre Rose 2023, particolarmente amato dai teutonici.

Chiude il quadro romagnolo Tenute Tozzi Terra dei Gessi, realtà di Casola Valsenio che conquista 89 punti con il Bidibidì 2022, un Rosato Frizzante Metodo Ancestrale ottenuto da uve Pinot Nero. Un risultato che conferma la crescente attenzione della critica internazionale verso le interpretazioni più originali e territoriali del vino romagnolo.

In Emilia con 93/100 dominano i Lambruschi, di cui il mercato di lingua tedesca va ghiotto, con alcuni produttori: Cleto Chiarli, Cavicchioli, Medici Ermete, Bellei, Paltrinieri, Zanasi e Villa di Carlo. Con 92 appare anche Cantina della Volta, Venturini Baldini, Francesco Bellei. Con 91 si aggiunge Cantina Gualtieri e Cantina di Santa Croce, con 90 solo Cantina VentiVenti e dopo i soli Lambrusco arriva uno Chardonnay di Ceci e la Spergola di Venturini Baldini. Con 89 anche un Sauvignon Blanc di Il Poggiarello e il Lambrusco di Cantina di Carpi e Sorbara, con 88 la Cantina di Santa Croce, Pezzuoli, con 87 Fattoria Moretto. Diciannove le aziende in Emilia, da Bologna in su, con parecchi vini a testa e annate.

Con la guida dedicata al mercato di lingua tedesca, le province di Ancona e Pesaro-Urbino raggiungono un eccellente risultato, toccando quota 95 punti su 100. Un traguardo che potrebbe essere esteso all’intera regione Marche se non fosse per la straordinaria performance di una sola azienda, capace di piazzare ben tredici vini, tra diverse tipologie e annate, in una fascia di punteggio compresa tra 96 e il punteggio massimo di 100.

Sorprendentemente, nella parte settentrionale delle Marche non è il Verdicchio a conquistare la vetta della classifica. A dominare è invece un rosso firmato Santa Barbara, un Merlot in purezza dell’annata 2019, premiato con 95 punti. Appena un gradino sotto, con 94 punti, si colloca Pelago 2021 di Umani Ronchi, storico blend composto per il 50% da Montepulciano, per il 40% da Cabernet Sauvignon e per il restante 10% da Merlot.

I vini rossi continuano a dettare legge anche a quota 93, dove troviamo Otto Borghi 2022 di CasalFarneto, ulteriore interpretazione che unisce vitigni bordolesi e Montepulciano. Con 92 punti entra in scena Oscuro 2021 di Accattoli, assemblaggio ancora più articolato nel quale, oltre al Montepulciano e alle varietà internazionali tipiche di Bordeaux, compare anche una quota del 10% di Petit Verdot.

Scendendo a 91 punti fanno il loro ingresso due espressioni molto diverse tra loro della stessa azienda Tenuta di Frà: Ros’Anna 2024, rosato ottenuto da uve Lacrima di Morro d’Alba, e Don Giovanni 2022, interpretazione del Montepulciano che conferma la versatilità del vitigno simbolo del territorio assieme anche al Sangiovese.

Con 90 punti compare anche Komaros Rosato 2021 di Garofoli, anch’esso ottenuto da Montepulciano, un vino che ricorda come, appena oltre il confine regionale, in Abruzzo, la stessa tipologia sia comunemente identificata con il nome di Cerasuolo.

Bisogna invece attendere quota 88 per incontrare il primo e unico Verdicchio della graduatoria: Pao’ Orange Wine 2024 di CasalFarneto. A chiudere la selezione, con 85 punti, è Aventura 2020 dell’azienda Camafonte, espressione del Bianchello del Metauro, denominazione storica della provincia di Pesaro-Urbino.

Con appena sette aziende un risultato che racconta una Marche diversa da quella che molti si aspetterebbero. In una terra universalmente associata al Verdicchio, sono infatti i rossi, spesso impreziositi da vitigni internazionali, a conquistare il favore dei degustatori tedeschi. Stranezze del gusto? Forse. Oppure semplicemente il segnale di una regione vitivinicola molto più sfaccettata di quanto raccontino i luoghi comuni.

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Dall’Oltrepò Pavese al Conero passando dall’Emilia e dalla Romagna i Vini 2027 nelle maggiori Guide 2027

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Falstaff Wein Guide 2027

ROMAGNA

94
2021 Vigna del Pruno Predappio Riserva DOC Drei Donà – Tenuta la Palazza Sangiovese

93
2023 Il Tornese le Origini Chardonnay Forlì IGT Drei Donà – Tenuta la Palazza Chardonnay
2022 Magnificat Cabernet Sauvignon Forlì IGT Drei Donà – Tenuta la Palazza
2022 Vigna del Pruno Sangiovese Predappio Riserva DOC Drei Donà – Tenuta la Palazza
2022 Il Tornese Le Origini Chardonnay Forlì IGT Drei Donà – Tenuta la Palazza Chardonnay
2021 Magnificat Cabernet Sauvignon Forlì IGT Drei Donà – Tenuta la Palazza Cabernet Sauvignon

92
2023 Madame TITì Rubicone Bianco IGT Brut Nature Amaracmand Bombino
2023 Costa di Rose Sangiovese Rubicone Rosé IGT Umberto Cesari
2022 Madonna del Pruno Sangiovese Predappio DOC Drei Donà – Tenuta la Palazza
2021 Malise Sangiovese Rubicone IGT Umberto Cesari Sangiovese
2022 Umberto Rubicone Rosso IGT Umberto Cesari Merlese (incrocio Merlot & Sangiovese)

91
2023 Imperfetto Rubicone Rosso IGT Amaracmand Sangiovese
2023 Laurento Sangiovese Romagna Riserva DOC Umberto Cesari
2023 Totma Pinot Nero Rubicone IGT Tenuta Biodinamica Mara
2023 Il Tornese Vino Bianco Drei Donà – Tenuta la Palazza Chardonnay Riesling
2023 Poderi dal Nespoli – Campodora Albana Secco Romagna DOCG Mondodelvino
2023 Poderi dal Nespoli – Orange Wine Rubicone Bianco IGT Mondodelvino Trebbiano & Pinot Bianco
2022 Laurento Sangiovese Romagna Riserva DOC Umberto Cesari
2022 Liano Sangiovese Cabernet Sauvignon Rubicone IGT Umberto Cesari
2022 Notturno Predappio DOC Drei Donà – Tenuta la Palazza Sangiovese
2022 Notturno Sangiovese Romagna Predappio DOC Drei Donà – Tenuta la Palazza
2022 Clemente Primo Bianco Rubicone IGP Enio Ottaviani Riesling Sauvignon Pagadebit
2022 Rebola Colli di Rimini DOP Enio Ottaviani Grechetto

90
2024 Perimea Sangiovese Rubicone IGT Amaracmand
2024 Mary Rose Rosato Rubicone IGT Tenuta Biodinamica Mara Sangiovese
2023 Liano Sangiovese Cabernet Sauvignon Rubicone IGT Umberto Cesari
2023 Sangiovese Romagna Riserva DOC Umberto Cesari
2023 Perimea Sangiovese Rubicone IGT Amaracmand
2023 Tre Rose Ravenna Rosato IGT Trerè Sangiovese
2022 Guiry Sangiovese Rubicone IGT Tenuta Biodinamica Mara
2022 Imperfetto Sangiovese Rubicone IGT Amaracmand
2022 Il Tornese Vino Bianco Drei Donà – Tenuta la Palazza Chardonnay

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Anche gli stellati vanno al Ristorante e The Fork li interroga

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Gli chef scelti dagli stellati: un viaggio da Ancona a Milano attraverso le nuove eccellenze della cucina italiana

Chi sono gli chef indicati dagli stellati Michelin, in un ideale percorso che parte da Ancona, attraversa la Romagna e l’Emilia, fino ad approdare a Milano? In attesa del 27 ottobre, quando verrà annunciato il più votato dalla giuria popolare online, emerge una mappa di nomi e locali che hanno conquistato il gotha della ristorazione: stellati, pluristellati, ex stellati e, perché no, anche pizzaioli di fama.

Rimini: Fuba, la giovane promessa che corre veloce
A Rimini, Fusi e Barletta del Fuba sono stati segnalati da due colleghi di peso: Jacopo Ticchi del ristorante Da Lucio e Davide di Fabio di Dalla Gioconda a Gabicce Monte, entrambi stellati. Il locale, che ha appena compiuto un anno, è già entrato come new entry con tre Forchette Falstaff e un punteggio di 92, e molti scommettono su un imminente ingresso nella Guida Michelin di ottobre o gennaio in avanti.

Accanto ai due chef patron, completano la squadra un maître sommelier di origine sivigliana e un pasticcere presente anche nei servizi del pranzo. La cucina si muove tra carta e percorsi degustazione, compreso un itinerario vegetale dove il pinzimonio diventa un sorprendente pre-dessert. Le guide in uscita sembrano già aver colto la qualità del lavoro dell’intera brigata.

Milano: Langosteria Montenapoleone, il brand che punta in alto
A Milano, Langosteria Montenapoleone non avrebbe bisogno di presentazioni. Il brand, noto per affidarsi a chef di grande esperienza – spesso già stellati – ha raccolto consensi autorevoli: Viviana Varese, oggi alla guida della cucina di un hotel tre Chiavi Michelin; Antonio Guida, due stelle al Mandarin; Chiara Pavan e Francesco Brutto, una stella a Venissa.

Nessuna Langosteria nel mondo ha ancora ottenuto una stella, ma molti osservatori ritengono che almeno una sede sia ormai vicina al traguardo, complice anche una cantina di livello notevole.

Piacenza: Sant’Agostino e il talento di Mauro Brina
A Piacenza, Sant’Agostino guidato dallo chef Mauro Brina è stato indicato da Isa Mazzocchi de La Palta, a sua volta in forte ascesa, e da Alessandro Gavagna della Trattoria dal Cacciatore La Subida in Friuli Venezia Giulia. Le aspettative sono alte, anche perché la presentazione della nuova Guida Michelin avverrà proprio al vicino Teatro Comunale della città, dove in passato hanno brillato due stelle.

Milano e la pizza che dialoga con l’alta cucina
La contaminazione tra pizzerie e ristoranti è sempre più evidente. A confermarlo è Sasà Martucci, il più solare dei fratelli, che nella sua sede milanese ha conquistato estimatori come Giuseppe Torrisi di Cortile Santo Spirito a Siracusa e Andrea Aprea, due stelle Michelin.

Gaggiano: Thelema, il record di consensi
Il primato dei consensi nel milanese va a Thelema di Gaggiano, guidato da Simone Tricarico. A indicarlo sono nomi del calibro: Andrea Berton, ex due stelle; Simone Cantafio, già due stelle in Giappone; Alessandro Negrini e Fabio Pisani, due stelle da Aimo e Nadia; Sara Scarsella, una stella al Sintesi di Ariccia; e persino Giancarlo Perbellini, tre stelle attuali.

Bologna: Zivieri, la rinascita dell’ex Pappagallo
A Bologna la novità si chiama Zivieri, ma in realtà si tratta del rinnnovato ex Pappagallo, storico stellato del secolo scorso. Il progetto porta la firma del pluristellato Igles Corelli e dell’executive Lorenzo Biagioni, e ha già ricevuto il plauso di Giacomo Devoto della Locanda dei Banchieri, al confine tra Toscana e Liguria.

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